Letta: “Non mi faccio logorare”

ROMA – Nel Pdl c’è la “consapevolezza” che il Paese ha bisogno di stabilità, ma lo deve dimostrare con i fatti perché non ho nessuna intenzione di farmi “logorare”. Enrico Letta torna ad avvertire il partito di Silvio Berlusconi e, indirettamente, quella parte del Pd tentata di approfittare della condanna del leader Pdl per strappare.  Crede alle rassicurazioni del Cavaliere sulla volontà di continuare a sostenere il governo, perché convinto che il leader del centrodestra non abbia alternative. Ma non gli bastano.

Il timore è che dal centrodestra, ancora alla ricerca di un improbabile ‘salvacondotto’ per il suo leader, alzi la posta su tutto il resto: a cominciare dai dossier economici, come Imu o Iva. Con la conseguenza di complicare il già difficile viatico del governo, trasformando la politica dei “piccoli passi” in stallo. Un discorso che vale anche per il fronte democratico. A questo è servito l’incontro con Guglielmo Epifani, durante il quale, come già in passato, i due hanno concordato la linea da tenere.

Il segretario del Pd, dopo aver condannato i toni “oltre il segno” e “oltre il dovuto” del Pdl nel dopo sentenza, ha consigliato a Letta di “non farsi logorare”. Suggerimento che Letta fa immediatamente suo. Il mantra del premier è la “stabilità” politica: il Paese ne ha bisogno per non “buttare via” i segni di ripresa che si intravedono all’orizzonte. Segnali “concreti” assicura dopo la lunga colazione di lavoro a palazzo Chigi con Ignazio Visco e Fabrizio Saccomanni.

Dal governatore di Bankitalia e dal ministro dell’Economia, Letta ha avuto la conferma che la luce alla fine del tunnel si vede davvero. Ma – è l’implicita minaccia – tutto sarebbe vanificato da una crisi di governo o da un Esecutivo bloccato dai veti incrociati nella maggioranza. Questo dice al Pdl. E questo ribadirà alla direzione del Pd giovedì prossimo. Forte, assicura lui, di un “condivisione totale” con il segretario Epifani e della convinzione che il Partito Democratico manterrà l’impegno di sostenere il governo.

– Il messaggio a Berlusconi, ma anche al nostro interno, – spiega un parlamentare molto vicino al premier – è chiarissimo: non alzate l’asticella là dove sapete che il governo non può arrivare, perché non ci starò.

La minaccia di salire al Colle per rimettere il mandato, ventilata fin dall’inizio, resta in tutta la sua portata.

– Non accetterò il logoramento – sostiene – perché non mi interessa minimamente aggiungere un giorno di vita in più al governo così, tanto per restare a palazzo Chigi.

Le conseguenze, avverte però, sarebbero gravissime.

– Penso che ci sia veramente bisogno di stabilità e risposte concrete – rimarca da Bolzano, sottolineando che l’Italia, “può permettersi tutto tranne che una crisi politica”.

Sul piatto mette anche un’altra minaccia, stavolta soprattutto in direzione del Cavaliere. La legge elettorale, forte dei passati moniti di Napolitano, “va cambiata nei tempi più rapidi possibili” perché in caso di voto riporterebbe ad una “situazione di instabilità e frammentazione”. Un modo per ricordare che il Quirinale non intende rimandare il Paese al voto con l’attuale sistema e per agitare lo spauracchio di una riforma targata Pd, M5S e Scelta Civica. Il premier intende mettere alla prova immediatamente la tenuta della maggioranza.

– Bisogna che questa decisiva settimana dia risposte in termini di lavoro, concretezza e stabilità – afferma. Anche se sui capitoli più caldi, come Imu e Iva, preferisce attendere che le acque si calmino un po’. Anche per questo la cabina di regia della maggioranza questa settimana non ci sarà

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