L’azzurra Arianna Errigo: la regina del fioretto mondiale

ROMA – L’Italia si conferma regina del fioretto mondiale. Stavolta è Arianna Errigo ad assicurarsi il titolo iridato.
L’azzurra, vicecampionessa olimpica, nella finale ai mondiali di Budapest ha battuto la tedesca Caroline Golubytskyi 15-8. Bronzo per la campionessa olimpica Elisa Di Francisca, battuta in semifinale proprio dalla Golubytskyi. L’oro della Errigo conferma la supremazia azzurra nel fioretto. è la 14ª volta infatti che un’atleta azzurra vince il titolo iridato.

La prova del fioretto rosa è una prova di forza: due atlete sul podio e quattro nelle prime otto della classifica finale: oltre a Errigo e Di Francisca, sono giunte ai quarti anche mamma Valentina Vezzali, tornata in pedana a 83 giorni dalla nascita del secondogenito Andrea (e sconfitta proprio dalla Errigo) e Carolina Erba.

L’oro di Arianna Errigo, atleta del centro sportivo dei Carabinieri, è quello della consacrazione. Argento a Londra (battuta in finale dalla Di Francisca), oro a squadre a Londra e poi ai mondiali di Antalia nel 2009 e di Parigi 2010 e argento individuale a Parigi, la 25enne brianzola puo’ finalmente festeggiare il trionfo individuale. Si deve invece accontentare del bronzo la campionessa olimpica Elisa Di Francisca, sconfitta in semifinale dalla Golubytskyi per 13-12 al minuto supplementare.

Guarda al futuro e alle olimpiadi di Rio 2016, Valentina Vezzali che ha compiuto un vero e proprio capolavoro: nonostante le poche settimane di allenamento sulle gambe, infatti, è giunta sino ai quarti di finale dove è poi uscita sconfitta per 15-8, dal confronto con la Errigo: “Sono contenta di come è andato questo Mondiale dove ho cercato di andare avanti il più possibile – le parole della Vezzali – d’altronde dopo soli 30 giorni di allenamento (dopo la maternità di due mesi e mezzo fa, ndr) non potevo dare di più. però me me, questo è il punto di partenza, il punto di arrivo sarà Rio”.

Nella sciabola maschile, è Enrico Berrè il migliore degli azzurri. Il più giovane della delegazione italiana con i suoi 21 anni, si ferma ai piedi del podio. Un quinto posto che lascia non poco amaro in bocca, per via della sconfitta, giunta nel tabellone dei quarti, per mano del romeno Dolniceanu con il punteggio di 15-4. Si sono fermati nel tabellone dei 16, invece, Luigi Samele ed Aldo Montano, mentre si e’ fermato al tabellone dei 32 Diego Occhiuzzi. Il vicecampione olimpico, dopo aver avuto ragione del britannico Aiyenuro per 15-6, è stato superato dal georgiano Sandro Bazadze per 15-14, al termine di un assalto condizionato, a detta dell’azzurro, da alcune decisioni arbitrali dubbie.