Eurozona in lenta ripresa, ma la disoccupazione resta alta

ROMA  – Il peggio è alle spalle. Per l’Eurozona si inizia a intravedere la luce in fondo al tunnel anche se il mercato del lavoro stenta a ripartire, il credito alle imprese resta difficile e sull’evoluzione dell’economia continuano a gravare ”rischi al ribasso”. L’analisi della Banca centrale europea traccia uno scenario di ”ripresa lenta” e ”graduale”, ma che suggerisce comunque l’avvio di una fase di ”stabilizzazione” per l’intera area dopo gli choc innescati dalla crisi del debito. Da qui il richiamo ai governi a ”non vanificare gli sforzi compiuti per ridurre i disavanzi pubblici” e a puntare sulla crescita con ”strategie di bilancio favorevoli” capaci di ”ridurre al minimo gli effetti distorsivi dell’imposizione fiscale”

La prudenza è d’obbligo. E nel Bollettino di agosto le valutazioni della Bce non vanno oltre una ”cauta conferma all’aspettativa dello stabilizzarsi dell’attività economica”, alla luce dei recenti indicatori del clima di fiducia che ”mostrano qualche ulteriore miglioramento, a partire da bassi livelli”. Insomma, l’economia si sta faticosamente rimettendo in moto e per non soffocare i primi sintomi della ripresa, Francoforte torna a ribadire il suo impegno a mantenere i tassi di interesse bassi per un ”periodo prolungato”, ma anche a varare un ulteriore taglio del costo del denaro se necessario, così da sostenere la ”graduale ripresa dell’attività economica nel prosieguo dell’anno e nel 2014”. Un panorama rispetto al quale sembra essere solo poco piú ottimista l’Ocse, che oggi parla di una crescita che ”guadagna slancio” in Eurolandia e anche in Italia.

I rischi per le prospettive economiche ”continuano a essere orientati al ribasso”, avverte ancora la Bce che rimarca la preoccupazione per un livello ancora elevato della disoccupazione, ”in particolare tra le fasce più giovani”.

”Le condizioni del mercato del lavoro permangono deboli” – si spiega nel rapporto – e se il ”ritmo dell’incremento del tasso di disoccupazione si sta attenuando”, ”gli indicatori prefigurano un’ulteriore perdita di posti di lavoro sia nell’industria sia nei servizi nel secondo trimestre del 2013 e all’inizio del terzo trimestre”. Per contrastare la disoccupazione la Bce ritiene ”essenziali” misure come la ”rimozione delle rigidità nel mercato del lavoro, la riduzione degli oneri amministrativi e il rafforzamento della concorrenza”.

Ma intanto lo staff dei previsori interpellato dalla Bce ha peggiorato le stime per il 2014 con un tasso di disoccupazione in rialzo al 12,4% dal 12,2% atteso in precedenza. Riviste al ribasso anche le stime sul Pil dell’Eurozona: per il 2013 si prevede ora una contrazione dello 0,6% (da -0,4%) e per il 2014 la stima di crescita è stata limata da +1% a +0,9%, mentre per il 2015 è stata ridotta dall’1,6% all’1,5%.

Per ora, il segnale più positivo arriva dal mercato del debito. Proprio grazie all’interventismo della Bce si è allentata la pressione sui tassi e spread e ”il contagio” di alcuni Stati membri con ”incertezze interne” ad altri Paesi ”è stato limitato”. Allo stesso modo – si sottolinea nel Bollettino – ”hanno avuto un impatto limitato sui mercati obbligazionari” sia la riduzione del rating della Francia da parte di Fitch Ratings ”e di quello dell’Italia da parte di Standard & Poor’s”.

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