Quirico in mano della criminalità. Nessun contatti per Dall’Oglio

Pubblicato il 08 agosto 2013 da redazione

BEIRUT – Crescono le speranze per una liberazione in Siria dell’inviato della Stampa Domenico Quirico, che si pensa essere nelle mani di criminali comuni, mentre non vi sono ancora “contatti diretti” con il gruppo jihadista ritenuto l’autore del sequestro del padre gesuita Paolo Dall’Oglio. Questo, secondo fonti qualificate, quanto detto al Copasir dal direttore del Dis Giampiero Massolo sui due italiani scomparsi nel Paese in preda al conflitto civile.

Intanto un gruppo ribelle jihadista ha affermato di avere attaccato a colpi di mortaio il convoglio di automobili con il quale il presidente Bashar al Assad si recava di primo mattino alla moschea Anas bin Malek nel distretto centrale di Malki a Damasco per le cerimonie religiose dell’Eid el Fitr, la festivitá che conclude il mese islamico di digiuno del Ramadan. Ma il governo ha negato come “totalmente falsa” la notizia e la televisione di Stato ha mostrato le immagini del capo del regime che pregava attorniato da dignitari religiosi e politici.

L’Eid el Fitr é stato invece festeggiato da Ahmad Jarba, che da luglio é il presidente della Coalizione nazionale siriana, la piattaforma dell’opposizione sostenuta dall’Occidente, con una visita nel sud della Siria. Jarba, che si era giá recato nei territori sotto il controllo dei ribelli nel nord del Paese, ha compiuto una missione nella provincia di Daraa, entrando dal vicino confine giordano.

Per quanto riguarda la sparizione dei due italiani, Massolo avrebbe sottolineato che la vicenda di Quirico, scomparso il 9 aprile, dopo essere arrivato dal Libano, è meno complicata rispetto a quella di Dall’Oglio. Il giornalista, infatti, sarebbe in mano ad un gruppo della criminalità ordinaria con il quale sarebbe già da tempo in corso una trattativa per la liberazione.

I servizi d’Intelligence italiani hanno invece ormai la certezza che il sacerdote gesuita sia in mano ad una filiale locale di Al Qaida chiamata ‘Emirato di Tal al Abiad’ e il suo sequestro sarebbe legato all’attività che stava svolgendo in Siria. Al momento si sta dunque lavorando, anche con i servizi alleati e con gli 007 siriani, per stabilire un contatto diretto con il gruppo.

Al Copasir Massolo avrebbe riferito che l’ultimo contatto con Dall’Oglio risale a sabato 27 luglio, quando il gesuita inviò una mail alla famiglia dalla città di Raqqa, nel nord della Siria. Il suo sequestro sarebbe dunque avvenuto tra domenica e lunedì, durante il viaggio verso una località sconosciuta lungo il fiume Eufrate. Secondo alcuni attivisti che lo hanno accompagnato in Siria dalla Turchia, in quel luogo Dell’Oglio avrebbe dovuto incontrare Abu Bakr al-Baghdadi, capo dello Stato islamico in Iraq e nel Levante, l’organizzazione di Al Qaida a cui é collegato il Fronte al-Nusra, principale forza jihadista dell’insurrezione siriana.  Secondo le stesse fonti, il gesuita doveva negoziare il rilascio di alcuni ostaggi e una tregua nei combattimenti tra jihadisti e milizie curde.

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