Tregue sul mercato del debito: spread sotto 250 punti

Pubblicato il 09 agosto 2013 da redazione

ROMA – Lo spread scende sotto il ‘muro’ psicologico dei 250 punti base e si riavvicina ai livelli minimi da oltre due anni, mentre le Borse chiudono in leggero rialzo, senza invertire la tendenza positiva dopo il rally delle scorse settimane. Cosí, chi si aspettava l’ennesima estate ‘calda’ soprattutto sul fronte di tassi e spread, si trova a fare i conti con una insperata tregua sul mercato del debito, complici le previsioni di ripresa dell’economia nell’Eurozona, ma anche la strategia di alleggerimento adottata dal Tesoro che ha deciso di cancellare alcune aste a medio-lungo termine programmate ad agosto.

Per il premier Letta, la discesa dello spread sta a dimostrare che la fiducia riconquistata sui mercati, è ”figlia della stabilità”. Ma avverte anche che l’attenzione deve restare alta:

– Spero che la politica italiana non si dimentichi l’importanza dei tassi di interesse e dello spread – spiega il premier – perché stabilità non vuol dire staticità, ma vuol dire essere in grado di fare le cose, e tassi di interesse bassi sono la condizione per lo sviluppo.

Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund è scivolato ieri fino a 248 punti base, per poi chiudere stabile a 250,4 punti. E’ un livello toccato ‘fugacemente’ quest’anno solo due volte, il 22 maggio scorso e nei primi giorni di gennaio, ma rappresenta una soglia chiave, dal momento che per ritrovare uno spread più basso bisogna risalire fino al 22 luglio del 2011. Una possibilità tutt’altro che remota per gli operatori, che anzi vedono spazio per una discesa fino a quota 220.

Per Alessandro Giansanti di Ing, ”il restringimento potrebbe arrivare a 220 punti base, non credo molto oltre”. E per gli analisti di Ig ”lo spread potrebbe tornare a ridosso di 225-220 punti base, aggiornando i minimi da inizio luglio 2011. Ci aspettiamo che nel corso delle prossime settimane lo spread Btp-Bund possa continuare a ridursi – si spiega nel report della società – in concomitanza con un ritorno del decennale italiano verso i minimi dell’anno e a fronte di un Bund che potrebbe far fatica a scendere sotto quota 1,60%”.

Certo, c’è da tenere conto che a settembre potrebbero riaccendersi tensioni in vista delle elezioni in Germania e delle mosse ‘restrittive’ preannunciate dalla Federal Reserve. Ma ”saranno importanti anche le vicende politiche nazionali”, sottolinea il report di Ig, che potrebbero riportare le attenzioni degli investitori sul nostro Paese. Positivo è stato anche l’andamento delle Borse europee, con Londra e Madrid che hanno guadagnato quasi un punto percentuale (rispettivamente +0,82% e +0,73%), mentre più caute sono state Milano (+0,23%), Francoforte (+0,2%) e Parigi (+0,3%), che però ha toccato i massimi del 2013.

 

2 anni di spread fra elezioni e 3 governi

Dal record storico dei 575 punti di novembre 2011, nei giorni della fine dell’Esecutivo Berlusconi, passando per la soglia-Monti a quota 287, quindi un nuovo decollo sopra la quota dei 500 punti a luglio 2012 fino a rivedere  i minimi da quasi due anni a 248 punti.

Ecco in sintesi le principali tappe segnate dallo spread tra crisi del debito, contromosse Bce, ma anche scossoni delle vicende politiche italiane con il passaggio di tre governi, tra elezioni e riconferma di Napolitano alla presidenza.

2011 = – 9 novembre: lo spread, da giorni vicino ai 500 punti nello scenario di un possibile addio di Berlusconi, supera la fatidica soglia, e tocca il record di 575 punti con il rendimento del Btp che schizza al 7,47%.

– 16 novembre:il governo passa da Berlusconi a Monti, ma per lo spread non c’é pace: il differenziale é a 530 punti con il rendimento ancora al 7%.

– 30 novembre: la svolta arriva con l’intervento delle banche centrali di mezzo mondo, che intervengono pesantemente per aumentare la liquiditá. Lo spread precipita a 474.

– A fine dicembre torna la tempesta sui mercati e lo spread vola di nuovo sopra 500.

= 2012 = – A fine gennaio inizia una lunga discesa del differenziale, che il 19 marzo tocca quota 276.

– 24 luglio: Per i timori sulla Spagna, lo spread torna rapidamente a salire, si arriva fino a quota 528.

– 26 luglio: Draghi promette di fare tutto il necessario per salvare la moneta unica e assicura che ”basterá”. Sui mercati torna il sereno. Le Borse si riprendono e il differenziale si raffredda progressivamente.

– 6 settembre: arriva la svolta vera della Bce con il piano anti-spread Omt che prevede acquisti illimitati di titoli di Stato. Lo spread precipita sotto i 400 punti a 370.

– 17 ottobre: schiarita sul possibile salvataggio della Spagna, lo spread va giú a 313 punti.

– 3 dicembre: La Grecia annuncia il buyback di titoli di Stato, la Spagna formalizza la richiesta di aiuti per le sue banche e il differenziale scivola fino a toccare i 292 punti.

= 2013 = – 2 gennaio: La prima seduta dell’anno é sotto la ‘soglia Monti’ di 287 a 283 punti col tasso al 4,27%.

– 25 gennaio: il differenziale scende a 245 punti base, minimi da luglio 2011.

– 7 febbraio: la forbice torna a riallargarsi e raggiunge di nuovo i 300 punti base.

– 27 febbraio: lo spread risente del risultato elettorale e dell’incertezza politica. Sale a 350 punti base.

– 22 aprile: nel primo giorno di scambi dopo la rielezione di Napolitano tocca i 279 punti.

– 30 aprile: dopo il sí di Camera e Senato, il governo di Letta ‘incassa’ anche la fiducia del mercato, con lo spread che si restringe fin sotto la soglia dei 270 punti.

– 20 giugno: la Federal Reserve preannuncia la riduzione delle iniezioni di liquiditá a sostegno dell’economia e infiamma i mercati. Lo spread di nuovo vicino a quota 300.

– 9 agosto: da giorni, tra statistiche macro e segnali Bce, si susseguono notizie incoraggianti sulla ripresa dell’economia e lo spread scivola sotto la soglia dei 250 punti, a 248, a un passo dai minimi degli ultimi due anni.

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