Letta attacca i “detrattori”: “Governo solido avanti tutta”

ROMA – Motori avanti tutta per tirare fuori il governo dalle acque agitate di questi giorni. Enrico Letta tiene saldo nelle sue mani il timone dell’esecutivo ed accelera le attività del suo esecutivo. Ma il premier manda anche un avviso ai partiti:

– Tempeste, onde e marosi non mancano ma la nave si sta dimostrando più solida di quel che pensano i suoi detrattori.

Ma serve una assunzione di responsabilitá da parte di tutte le forze politiche che lo sostengono. Il premier naviga a vista ma indica la sua ‘road map’. Sulla rotta che, nelle intenzioni del governo porterà presto l’Italia fuori dalla crisi, c’è da aggirare lo scoglio dell’Imu.

Letta non replica direttamente al Pdl, che ha messo nel suo mirino il ministro Maurizio Saccomanni proprio sulla questione della tassazione della casa, ma spiega che più che una polemica quella posta dal partito di Silvio Berlusconi è “una questione di merito importante che troverà un punto di sintesi alla fine di agosto”. Parole che il presidente del Consiglio pronuncia poche ore prima delle cannonate del Cavaliere nei confronti del governo:

– L’Imu non si deve pagare.

E ció rappresenta la ‘cartina tornasole’ del livello di tensione, nella maggioranza, sul governo. Anche il ministro Emma Bonino non può fare a meno di sottolineare che lavorare ”in questa situazione è una sfida che ha dell’impossibile”. Secondo il ministro, le “fibrillazioni all’interno dei partiti non aiutano una programmazione di governo”.

E proprio ai partiti si rivolge Letta quando ricorda a tutti il “successo” del calo dello spread, sceso ai livelli di oltre 2 anni fa.

– Spero che la politica italiana non si dimentichi l’importanza dei tassi di interesse e dello spread – ammonisce il presidente del Consiglio – Ho avuto l’impressione che se ne é parlato tanto nel 2011, poi come spesso avviene in Italia c’é stata una indigestione e non se ne parla più.

Il calo del differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi è “figlio della stabilità politica”. Insomma, chi mette in discussione la tenuta dell’esecutivo si deve assumere le responsabilità delle possibili ricadute economiche.

– I segnali di crescita e ripresa ci sono – afferma – ma c’é anche il clima sociale molto faticoso e pieno di difficoltà che tutti conosciamo. E’ questo il rischio più grande per l’autunno – precisa Letta

Il rischio di un autunno e di un 2014 in cui ripartirá la crescita ma disaccoppiata rispetto alle dinamiche occupazionali mette in allarme l’esecutivo. Ma non basta.

– Sappiamo benissimo che questa ripresa rischia di essere una ripresa di crescita senza lavoro – prosegue il premier – Questo é il grosso rischio che c’é, ma noi vogliamo lavorare perché non sia anemica. E’ necessario legare la crescita al lavoro.

Letta vuole dunque impedire che l’esecutiva finisca nelle secche delle polemiche. E Avvisa quindi i partiti della maggioranza: se il governo non regge la responsabilità è tutta loro.

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