Napolitano vigila sull’azione, attende la L. Elettorale

ROMA – Giorgio Napolitano non lascia la plancia di comando nemmeno ad agosto per seguire passo dopo passo l’evolversi della situazione politica, con un occhio attento all’azione del governo e alla partita delle riforme, a cominciare dalla legge elettorale. Azione di governo che, come ha avuto modo di dire in più occasioni pubbliche, deve poter continuare il suo percorso nell’interesse del paese senza farsi distrarre dalle continue fibrillazioni all’interno della maggioranza.

Così convoca i vertici del Pd per fare il punto della situazione: un incontro che rientra nel quadro dei colloqui avviati lunedì con i capigruppo del Pdl. Oggetto della riunione, fissata da qualche giorno, le prospettive della ripresa dei lavori parlamentari e proprio gli sviluppi dell’azione di governo, si fa sapere in ambienti del Colle. Un abboccamento che però si incastona in una fase calda nei rapporti tra i partiti delle larghe intese, anche in vista delle prossime, e tanto attese, decisioni del governo Letta sul tema dell’Imu. Un argomento che ha riacceso lo scontro tra Pd e Pdl e che, si ragiona in ambienti parlamentari, vede non poco preoccupato il Capo dello Stato in chiave di tenuta della compagine guidata da Enrico Letta.

In tale contesto si inserisce la partita delle riforme, con la legge elettorale in pole position, tanto da spingere il Pd a chiedere e ottenere, con l’avallo di parlamentari di altri partiti, la procedura d’urgenza in Parlamento. Una scelta apprezzata dal presidente del Consiglio e su cui c’è la massima attenzione anche da parte del presidente della Repubblica, sostenitore della prima ora di una riforma che superi l’attuale ‘Porcellum’, si sottolinea sempre in ambienti parlamentari.

E questi temi, spiegano fonti del Pd, sono stati affrontati nel corso del pranzo nella tenuta presidenziale di Castel Porziano con il segretario Dem Guglielmo Epifani, i capigruppo Zanda e Speranza e Anna Finocchiaro. Nessun riferimento, sostengono sempre fonti del Partito democratico, alle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. Anche se la posizione del leader dei democratici su questo tema è ben nota e netta, si ricorda. Su questo argomento fonti del Quirinale, confermando che non e’ stato un tema toccato con gli ospiti odierni, non aggiungono altro rimandando alle considerazioni fatte in ambienti del Colle qualche giorno fa: che parlavano della necessità di non esercitare sul Capo dello Stato, attraverso interpretazioni infondate e commenti intempestivi, un’ intrusione in una fase di esame e riflessione che richiede il massimo di ponderazione e serenità.