La scure di Letta: via 3 aerei Stato

ROMA – Tre ‘aerei blu’ in vendita e sedici auto di servizio ‘rottamate’. La scure di Enrico Letta cade sui trasporti di Stato. Con l’inedita decisione di mettere sul mercato un Airbus 319 e due Falcon 900 della presidenza del Consiglio. Per contenere i costi e dare insieme ossigeno, con elicotteri e Canadair, alla flotta anti incendi della Protezione civile, che è “in grande difficoltà” dopo che è stata “ridotta ai minimi” dalle ultime finanziarie.

Si compie “un’ulteriore scelta verso la riduzione dei costi e dei privilegi e una maggiore efficienza”. Il premier in persona, in maniche di camicia, annuncia tre nuovi interventi all’insegna dell’austerity.

– Si tratta di una tappa, una scelta autonoma della presidenza del Consiglio – spiega Letta in conferenza stampa a Palazzo Chigi. E lascia intendere che non finisce qui:

– Si può fare di più, vedremo i passi successivi.

Il primo intervento che il premier annuncia è quello sulle auto blu, con una razionalizzazione dell’utilizzo e un nuovo taglio del 25% delle macchine di servizio presso la presidenza del Consiglio: da 60 a 44, escluse quelle in dotazione per esigenze di sicurezza. Ma è al secondo intervento, quello sugli aerei di Stato, che Letta tiene di più, perché fa calare la scure sui costi della politica e insieme dà ossigeno a chi è impegnato nella lotta agli incendi.

Non solo, infatti, con le direttive degli ultimi anni (l’ultima di maggio) si sono, spiega Letta, “più che dimezzate” le ore di volo con a bordo presidenti e ministri: dalle 10.050 del 2010, alle 5 mila previste nel 2013 (“non faccio riferimento – precisa il premier – al 2012 quando il numero di ore è sceso” a 5.952). Ma soprattutto, si dà adesso il via libera alla vendita di tre dei dieci aerei della “sovrabbondante” flotta di Stato, con un risparmio stimato di circa 50 milioni di euro.

– Quei fondi – annuncia Letta – abbiamo deciso di assegnarli alla Protezione civile, per rimettere in funzione, con elicotteri e Canadair, tutta quella parte di flotta anti incendio che invece i tagli delle ultime finanziarie hanno ridotto, in termini di operatività, ai minimi.

Gli effetti dei tagli “si sono visti pesantemente”, con “momenti di grande difficoltà”, in questa estate, innanzitutto in Sardegna. Di qui la decisione di destinare al lavoro di Protezione civile e Vigili del fuoco il nuovo taglio ai privilegi della politica.

In nome dell’austerity, il premier annuncia anche un terzo intervento, sulle missioni dei dipendenti della presidenza del Consiglio, che saranno possibili sono per “esigenze di servizio assolutamente inderogabili”: niente voli a carico dello Stato per partecipare a convegni o seminari e classe economica “anche per tratte transcontinentali superiori a cinque ore”. E ancora: impegno a cercare, con “congruo anticipo”, il volo e il soggiorno meno oneroso. E niente taxi, a meno che non sia il mezzo più economico.

Per i politici, infine, la possibilità di svolgere solo missioni legate alla loro delega. Le nuove misure annunciate dal premier vengono accolte da generale plauso, ma anche da qualche nota polemica. Renato Brunetta, tra l’altro, ricorda come sulle auto blu il dossier dei tagli sia stato aperto da Berlusconi. Mentre Paolo Ferrero (Prc), ben più velenoso, dichiara:

-Inutile tagliare uno spreco per farne un altro, enorme, come continuare il programma degli F35.

Imu, Letta: “Soluzione entro il 31 agosto”
Il premier Enrico Letta ribadisce che sull’Imu si troverà ”una soluzione” entro il 31 agosto. Ma l’altolà del presidente del consiglio (”se cade il governo, la tassa sulla casa si pagherà”) non fa abbassare la guardia del Pdl. Il partito di Silvio Berlusconi pretende al più presto una cabina di regia e indica i 6 miliardi di maggiori entrate fiscali, evidenziati da Bankitalia, come prova dell’esistenza dei 4 miliardi per abolire l’Imu. Ma anche il Pd tiene alta la guardia e rilancia la richiesta del Pdl di un incontro tra governo e maggioranza per mettere ordine nelle priorità degli interventi economici.

Dopo le proposte indicate dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, la ricerca di una via di uscita sul nodo dell’Imu prosegue a livello di sherpa e, spiegano fonti di governo, una soluzione non è lontana. Ma il timore del Pdl, come incalza Maurizio Gasparri, è che si arrivi ad una rimodulazione che ”nasconde imbrogli o trucchi” che il Pdl non potrà mai accettare. E così in vista del consiglio dei ministri che approverà la riforma – il 23 dovrebbe esserci un esame preliminare per arrivare al via libera nel cdm di fine mese -, chiede di vedere le carte.

– Saccomanni – incalza il capogruppo Renato Brunetta, da tempo in polemica con il titolare del Tesoro – anziché fare proposte e dossier, dovrebbe semplicemente convocare la cabina di regia.

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