Dall’Oglio: Ong, ucciso da Al Qaida ma non c’è conferma

Pubblicato il 15 agosto 2013 da redazione

BEIRUT – Non si arresta la ridda di voci sulla sorte del padre gesuita Paolo Dall’Oglio, scomparso da oltre due settimane nel nord della Siria. L’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) ha detto ieri di avere avuto notizia da un attivista che il religioso è stato ucciso da un gruppo jihadista legato ad Al Qaida che lo teneva prigioniero. Ma la Farnesina, come aveva fatto per analoghe presunte informazioni diffuse nei giorni scorsi, ha affermato che al momento non vi è “alcuna conferma”.

Secondo il ministero degli Esteri, si tratta “ancora una volta di indicazioni che vanno prese con estrema cautela” nella situazione confusa che regna nella parte di territorio siriano conquistato dai ribelli, dove anche le false notizie possono essere usate come arma di guerra tra le diverse fazioni in lotta tra loro.

“Attivisti nella città di Raqqa, vicini a padre Paolo, hanno confermato all’Ondus che il gesuita italiano, messaggero di pace, è stato ucciso nelle prigioni dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, dove era stato tenuto rinchiuso per oltre due settimane”, ha affermato l’ong, auspicando che “tutti i responsabili siano portati davanti alla giustizia”.

Da verifiche fatte dall’Ansa risulta che l’Ondus ha ottenuto l’informazione da un solo attivista, che tuttavia considera una fonte “attendibile”.

Anche l’ong, però sembra lasciare spazio al dubbio quando chiede a “tutte le fazioni dell’opposizione siriana di esercitare pressioni sullo Stato islamico per far luce sulla sorte di Padre Paolo”.

“Chiediamo anche alle opposizioni siriane – aggiunge l’Ondus – di intervenire per porre fine a tali azioni commesse in aree fuori dal controllo del regime, che contraddicono chiaramente l’essenza della lotta del popolo siriano per la libertà e la dignità. E di chiedere che venga fatta chiarezza sulla sorte di tutti i prigionieri e le persone scomparse”.

Due giorni fa era stata Lama Al Atasi, un’attivista politica leader di un movimento di sinistra anti-regime, ad affermare che Dall’Oglio era stato ucciso. Ma né la Farnesina, né il Vaticano, nè attivisti sul terreno avevano confermato l’informazione.

– Qui c’è anche una guerra tra notizie che subiscono continue smentite, bisogna fare attenzione – aveva avvertito il nunzio apostolico a Damasco, mons. Mario Zenari. Padre Dall’Oglio è stato visto l’ultima volta il 27 luglio nella città di Raqqa, l’unico capoluogo di provincia nelle mani dei ribelli.

Attivisti che lo avevano accompagnato in Siria hanno detto che il religioso era poi partito per una località sconosciuta per incontrare Abu Bakr al Baghdadi, capo dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante, affiliato ad Al Qaida e collegato al Fronte al Nusra, la più forte organizzazione jihadista dei ribelli siriani. L’obiettivo del gesuita sarebbe stato quello di negoziare la liberazione di altri ostaggi nelle mani dei fondamentalisti, ma di lui non si è più saputo nulla.

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