Datagate: Nsa ha violato norme privacy migliaia volte

NEW YORK. – La National Security Agency (Nsa) ha violato migliaia di volte, circa 2.776 volte in un anno, le norme a tutela della privacy fin da quando il Congresso ha ampliato i suoi poteri nel 2008. E le violazioni, dovute a errori di operatori e del sistema, hanno riguardato soprattutto stranieri in viaggio negli Stati Uniti. A gettare nuova luce sulla portata dei programmi di spionaggio americani è il Washington Post, che pubblica nuovi documenti di Edward Snowden. E proprio la ‘talpa’ del datagate dalla Russia chiarisce: ‘’nessuno sa e nessuno mi rappresenta, nè mio padre, nè il suo legale’’. Snowden si schiera anche a difesa del giornalista del Guardian Glenn Greenwald e di Wikileaks, contro i quali aveva puntato il dito Bruce Fein, l’avvocato del padre di Snowden. ‘’Sono stato fortunato ad avere una consulenza legale internazionale da alcuni dei migliori avvocati al mondo e a lavorare con giornalisti la cui integrità e il cui coraggio vanno al di là di ogni dubbio. Non c’è alcun ostacolo fra me e gli individui e le organizzazioni con cui sono coinvolto’’ afferma Snowden. Un chiarimento che arriva mentre il Washington Post pubblica alcuni nuovi suoi documenti che rivelano come, anche all’interno della Nsa, si era al corrente delle violazioni alle norme sulla tutela della privacy. I documenti sono infatti relativi a una verifica interna condotta dall’agenzia nel maggio 2012, ovvero mentre all’insaputa della stessa Nsa Snowden, allora dipendente Dell, iniziava a scaricare i documenti riservati. Le nuove rivelazioni sono estremamente dettagliate e mostrano come la Nsa, consapevole degli ‘errori’, abbia cercato di mascherarli, chiedendo al proprio personale di rimuovere alcuni dettagli o usare un linguaggio più generico nei rapporti al Dipartimento di Giustizia. In un’occasione – riporta il Washington Post – la Nsa decise anche di non comunicare ai dipartimenti superiori l’involontaria sorveglianza di cittadini americani. Così come decise di non riportare l’errore del sistema che nel 2008 confuse il prefisso di Washington 2020 con il prefisso 20, il codice internazionale per l’Egitto. La Nsa si difende dai nuovi attacchi, assicurando di indagare su ogni errore. Nessun informazioni pubblica ufficiale su eventuali errori della Nsa è stata resa pubblica nonostante l’impegno e le assicurazioni del presidente americano Barack Obama per una maggiore trasparenza.