Imu: il Governo a caccia di risorse

ROMA  – Da 2 a 4 miliardi da recuperare in una settimana, entro il Cdm del 28 agosto, a seconda che si decida di cancellare tutta l’Imu 2013 (improbabile) oppure solo la prima rata, per poi sostituirla con la Service Tax. Per trovarli un ‘ventaglio’ di ipotesi, tutte difficilmente praticabili: da una nuova spenging review all’aumento delle accise (esclusa la benzina) fino al taglio di agevolazioni e sconti fiscali.

Strada ardua da percorrere quest’ultima, anche perché significherebbe di fatto ‘spolpare’ la delega fiscale affidata al Parlamento e dover andare forse a toccare voci ‘sensibilissime’ (dagli aiuti alle imprese, alle aliquote Iva ridotte, fino alla deducibilità dei mutui sulla casa o quella per i familiari a carico). Certo non una strada in discesa.

Parte oggi l’ultima corsa per le modifiche all’Imu: una sorta di ‘mission impossible’ guidata dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, che da questa mattina inizierà una serie di riunioni con i tecnici del Tesoro. Poi la prossima settimana potrebbe riunirsi la cabina di regia per arrivare a una soluzione condivisa anche sulle coperture, per evitare, si ragiona, l’empasse che si era verificata con il primo stop all’Iva. E bisognerà tener conto anche delle perplessità dei Comuni, già in allarme in primis perché temono di non veder garantite le risorse, come chiarisce il presidente dell’Anci Piero Fassino, ma anche perché l’arrivo di una nuova Service Tax rischia di essere difficile da applicare (e da riscuotere) e di penalizzare ”i più deboli ”, dice il responsabile Finanza Locale dell’Anci, Guido Castelli.

Le tasse sulla casa, comunque, non sono l’unica ‘grana’ al centro dell’attenzione del governo: è già noto infatti che il Cdm di fine mese oltre a risolvere la questione Imu si è impegnato anche a cancellare l’aumento del’Iva (1 altro miliardo da trovare). E sarebbe inoltre in dirittura d’arrivo il decreto sugli ammortizzatori a cura del ministro del Lavoro Enrico Giovannini. E anche in questo caso si sta trattando sulle risorse. Il tutto in attesa del testo di riforma della P.a., ancora in corso di limatura (soprattutto sulle norme ‘salva-precarip) che potrebbe essere esaminato dal primo Cdm post pausa, che ancora non ha avuto convocazione ufficiale.

Il problema, per l’Imu, sono le risorse: il percorso infatti è già delineato anche se restano frizioni politiche nella maggioranza. Si elimina definitivamente la rata di giugno al momento solo ‘congelata’ e si vara la nuova Service Tax che potrebbe essere pronta già per dicembre. Così i contribuenti si troverebbero a pagare l’ultima rata del 2013 ma che potrebbe essere più leggera. Alcune indicazioni arrivano dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta che ospite di Radio Anch’io sottolinea subito come la scelta, anche sulle coperture, va fatta ”con le forze politiche di maggioranza”.

Secondo Baretta bisogna ”aprire il capitolo dei tagli alla spesa”, mentre bisognerebbe pensare il ”meno possibile” ad interventi sulle accise che ”sono sempre fastidiosi”. Il risultato finale, assicura, sarà comunque ”una importante riduzione del peso fiscale sui cittadini”. Anche perché per Baretta sarebbe ”impensabile che alleggeriamo i proprietari e appesantiamo gli inquilini”.

Proprio le preoccupazioni dei sindaci. Le risorse sarebbero ”una tantum” e con la service tax allo studio sarebbe possibile inoltre anche superare la Tares, ”già molto contestata dai sindaci” e che andava quindi comunque riformata. Ancora nessuna decisione è stata presa, spiega ancora il sottosegretario, sull’applicazione dell’Irpef alle case sfitte. Non ci sono dubbi invece sulla necessità di ”realizzare la deducibilità dell’Imu sui beni strumentali per le imprese, per i capannoni”.

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