Comune di Sant’Angelo in Vado (Pu)

Sant’Angelo in Vado è un borgo di circa 4.000 abitanti nelle Marche, immerso nell’Alta Valle del Metauro ricchissimo di storia, arte e cultura.

Sant’Angelo in Vado è una delle cittadine più ricche di storia, arte e cultura della Provincia di Pesaro e Urbino, nel territorio dell’Alta Valle del Metauro.

Il suo nucleo abitativo più antico è ancora facilmente leggibile in un centro storico ben conservato che si sviluppa tra mura secolari e fossi d’acqua del tranquillo e generoso Metauro.

Fu sede vescovile, ora unita nell’arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado. Nel suo territorio si trova l’enclave di Monte Ruperto, parte del comune di Città di Castello (PG).

La storia
Sant’Angelo in Vado sorge sulle rovine della antica Tiphernum Mataurense, denominazione che deriva da tipher o tifia, pianta acquatica che si sviluppa nelle zone paludose.

L’esistenza dell’antico municipio romano è attestata dai molti reperti archeologici ritrovati e oggi conservati nell’Antiquarium della città. Si ritiene che questa, dopo l’avvento del cristianesimo, fosse sede vescovile.

La lunga guerra tra Bizantini ed Ostrogoti (VI secolo) interessò anche il territorio della Tiphernum Mataurense che subì la totale distruzione. I Longobardi ricostruirono il nuovo abitato sulle rovine della città romana quasi completamente ricoperte dai terreni alluvionali e lo dedicarono all’arcangelo Michele, di qui il nome di Sant’Angelo. La seconda parte del nome “in Vado” fu aggiunta successivamente e sarebbe da attribuire al fatto che per raggiungere i due tronconi della città adagiata sulle rive del fiume, si dovesse “guadare” il Metauro.

Sant’Angelo in Vado ha dato i natali ai fratelli Taddeo e Federico Zuccari che, nella seconda metà del XVI secolo, conquistano da protagonisti il proscenio nazionale e internazionale, realizzando per la loro cittadina i capolavori qui conservati; Giovampietro Zuccari costituisce una fiorente bottega di intagliatori continuando la tradizione dei plasticatori locali.

Da gustare
La produzione di tartufi è legata alla natura del terreno, al clima, all’esposizione, alle specie arboree (particolarmente la quercia, il nocciolo, il pioppo, il salice) ed erbacee con le quali essi convivono. Di questi fattori il tipo di terreno è di fondamentale importanza: il Tartufo Bianco Pregiato è strettamente legato alla presenza di terreni marnoso-calcarei e marnoso-argillosi di epoca terziaria. Il tartufo nero che non attecchisce nelle condizioni litologiche appena citate, si riproduce in terreni a componente calcarea più elevata.

Tutta la zona dell’Alto Appennino pesarese ed in particolare dell’alta Valle del Metauro (tra cui primeggia Sant’Angelo in Vado) è ricca del Tartufo Bianco Pregiato.

Gli antipasti più importanti sono presentati con salumi del territorio e crostini al tartufo.

Cosa fare
Sant’Angelo in Vado dal 1964 si propone come sede della Mostra nazionale del tartufo, prestigiosa manifestazione. La mostra si svolge nelle ultime tre settimane d’ottobre e nella prima di novembre e rappresenta un “contenitore” di diverse iniziative culturali, gastronomiche, sportive, scientifiche e di spettacolo.

La manifestazione prevede inoltre l’organizzazione di numerose mostre: sugli Antichi Mestieri vadesi, sui “Tesori ritrovati”, sui reperti archeologici preistorici e dell’Antica “Tifernum Mataurense”, quella dedicata ai fratelli Zuccari ed al musicista Mercuri. Altri importanti eventi sono la consegna del “Tartufo d’Oro “, la massima onorificenza conferita a varie personalità ed organizzazioni, per il loro contributo, il premio giornalistico e la corte gastronomica presso Palazzo Mercuri.

Grazie alla collaborazione di esperti cercatori è possibile sperimentare l’emozione di cavare un fresco e profumatissimo Tartufo Bianco Pregiato: presso il Demanio Forestale, habitat naturale del tartufo stesso, ogni anno, durante il periodo della mostra si organizza la cerca guidata al Tartufo. Per potervi partecipare è indispensabile la prenotazione da effettuare presso l’ufficio del Tartufo in Piazza Umberto.

L’esperienza si svolge in uno scenario suggestivo rappresentato da un’ampia vallata boscosa punteggiata da casolari. Uno di questi, Cà Mascione, recentemente ristrutturato, è divenuto “casa del tartufo”, punto di riferimento per lezioni teoriche, di cerca e per rilassarsi immersi in un habitat fresco e incontaminato.

Come raggiungerci
Dal versante adriatico
In auto:
Seguire l’autostrada A14 fino a Fano. Prendere la superstrada per Fossombrone, uscire poco dopo seguendo le indicazione per Urbino. Arrivati a Fermignano andare in direzione Urbania e quindi a Sant’Angelo in Vado.

In treno:
La stazione ferroviaria più vicina a Sant’Angelo in Vado è quella di Pesaro.

Arrivati a Pesaro, è possibile raggiungere Sant’Angelo in Vado tramite pullman.

Dal versante tirrenico

In auto:
Prendere la superstrada E 45 “Roma – Cesena” fino a San Giustino (San Sepolcro). Uscire seguendo l’indicazione per Urbino (si attraversa l’Appennino – Bocca Trabaria): dopo 25 Km si arriva a Sant’Angelo in Vado.

In treno:
Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Arezzo e Fossato di Vico.
Da Arezzo, è possibile raggiungere S. Angelo in Vado tramite pullman.

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