Australia, a rischio l’elezione di Assange

SYDNEY. – Le speranze di Julian Assange, in esilio forzato da oltre un anno nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, di tornare libero con la carica di senatore in Australia sembrano definitivamente compromesse da un ‘pasticcio’ nell’assegnazione delle preferenze del suo Wikileaks Party ai movimenti di estrema destra, in vista delle elezioni federali del 7 settembre. La campagna del partito è finita nel caos, con dimissioni a catena e accuse di scarsa trasparenza e responsabilità verso i potenziali elettori. In quello che gli amministratori del partito hanno definito ”un errore amministrativo” è stato deciso di dirigere le preferenze al partito dei cacciatori e pescatori e al partito di estrema destra Australia First prima dei Verdi, che sono stati finora i più forti sostenitori di Assange e della sua linea politica. Il candidato di maggiore rilievo, l’esperta di etica Leslie Cannold, numero due di lista, che sarebbe stata eletta se Assange non avesse potuto lasciare Londra, si è dimessa insieme al presidente del partito Daniel Mathews, ex collega di università di Assange, che ha aiutato a creare il sito web di Wikileaks, e ad altri cinque esponenti del partito, per protesta contro gli accordi sulle preferenze, il cui andamento è cruciale per i partiti minori al Senato, dove si vota con il proporzionale. Dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra dove è confinato per evitare l’estradizione in Svezia per le accuse di aggressione sessuale – e quindi una possibile successiva estradizione in Usa – Assange ha descritto la controversia come ”un problema di dentizione” per un partito appena nato. Intervistato dalla radio nazionale australiana Abc, Assange ha sottolineato che vi è già un candidato pronto a sostituire la Cannold, aggiungendo che avrebbe dovuto parlare con lui prima che con i media. ”Avevamo sette candidati in queste elezioni e ne abbiamo perduto uno. Anche altri partiti, compresi i laburisti e i conservatori, hanno già dovuto espellere dei candidati o farli dimettere”. Assange ha attribuito il problema alla difficoltà di guidare un partito agli antipodi con fusi orari opposti, ed ha aggiunto di aver delegato troppo. ”Ho preso la decisione due mesi fa di occuparmi a tempo pieno della situazione di asilo di Edward Snowden e di cercare di salvare la vita a Bradley Manning”, ha detto. ”Quindi mi assumo la piena responsabilità di aver delegato troppe funzioni al partito australiano, mentre cercavo di prendermi cura di quelle situazioni”, ha aggiunto. La piattaforma del partito, di cui è fondatore e segretario il padre di Assange, John Shipton, includono leggi-scudo per proteggere i giornalisti dall’obbligo di rivelare fonti e leggi che assicurino che le raccolte di dati da parte dei servizi segreti e della polizia possano essere condotte solo con un mandato.