L’Ira Cav, mi vogliono in galera

Pubblicato il 23 agosto 2013 da redazione

ROMA  – Indecenti sono loro, mi vogliono in galera. Sono sempre i soliti comunisti. Questo è il ringraziamento per il mio senso di responsabilità: l’umor nero di Silvio Berlusconi, blindato ad Arcore, è aumentato a dismisura via via che da Roma giungevano i segnali di guerra del Pd che ha alzato le barricate contro il Cavaliere chiudendo a qualsiasi soluzione per togliere il Cav dall’angolo.

‘No all’amnistia, no a temporeggiamenti in Giunta sulla legge Severino’ è stata la sentenza emessa dal partito di Epifani che ha anche sferzato il Cav.

– Basta. Facciamola finita con i ripescaggi dell’idea di amnistia che il Pdl vuole solo per salvare Berlusconi: sta diventando una storia indecente – ha tuonato Davide Zoggia lasciando di stucco tutto il Pdl per il tono usato che – ha protestato Maurizio Gasparri – ‘avvelena la vita democratica e incita all’odio e alla violenza’.

Ormai è chiaro – si sarebbe sfogato Berlusconi – altro che preoccupazione per la tenuta del governo, quelli mi vogliono in galera. Il fatto è che i Democrat, di fronte all’ultimatum con sbocco elettorale lanciato da Berlusconi, hanno organizzato una controffensiva mettendo in conto anche il voto (e guarda caso, proprio ieri sono trapelate le parole di D’Alema sulla formazione vincente che il Pd potrebbe mettere in campo, con Renzi attaccante).

Tattica o strategia, a questo punto l’ipotesi voto non appare più una minaccia ma una concreta realtà, e in questo modo il Pd avrebbe spuntato l’arma brandita dal Cavaliere. Livido di rabbia, ma anche amareggiato, quasi sentendosi tradito – dicono i suoi – Berlusconi ha convocato per oggi all’ora di pranzo un supervertice allargato ai ministri e ai sottosegretari. Nel Pdl dicono che sarebbe stato Angelino Alfano a spingere per un summit allargato ai ‘governativi’ perchè stanco di fronteggiare quasi in solitudine l’assalto dei falchi.

Nonostante la crescente tensione nel Pdl e con il Pd, le colombe ministeriali del centrodestra nutrono però ancora qualche speranza sulla possibilità di allontanare la crisi e il voto. Sono convinti, infatti – riferiscono dal Pdl – che si possa scavallare la finestra elettorale d’autunno riuscendo a dilatare in Giunta i tempi (anche solo un mese sarebbe sufficiente) con la richiesta di un approfondimento sulla controversa legge Severino. Peraltro – é l’argomento forte delle colombe – se in settimana il governo chiude sull’Imu sarebbe una sconfitta per i falchi. I quali continuano però ad affilare gli artigli e a tirare la corda.

Daniela Santanchè ha detto che Berlusconi non si piegherà e ‘farà campagna elettorale dal carcere’. E se Napolitano ‘non trova una soluzione, il governo non durerà un minuto di più’. Ecco perchè, secondo la ‘pitonessa’ i ministri si sarebbero già dovuti dimettere’. Da qui il cortocircuito che Maurizio Lupi non ha neanche tentato di nascondere e ha risolto con un ‘ma anche’.

– Il Pdl – ha detto- è leale al governo ma anche al Cavaliere.

E Berlusconi si aspetta che anche senza il suo via libera, al momento opportuno la sua falange governativa e parlamentare si dimetta in massa.

 

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