Obama convinto che Assad abbia passato “la linea rossa”

Pubblicato il 25 agosto 2013 da redazione

NEW YORK. – Barack Obama è sempre più convinto che il regime di Assad abbia oltrepassato quella ‘linea rossa’ da lui stesso fissata un anno fa per un’azione militare. Gli Stati Uniti, come lasciato trapelare da alte fonti dell’amministrazione, hanno infatti “pochi dubbi” sul fatto che Damasco abbia usato armi chimiche contro i civili. E si mostrano scettici sul via libera concesso dal regime alle indagini degli ispettori dell’Onu: “Arriva troppo tardi per essere credibile” perchè le prove, a distanza di cinque giorni, sono ormai irrimediabilmente inquinate. Affermazioni che sembrano indicare un aumento delle probabilità di un intervento militare nel Paese, magari anche solo con azioni mirate e circoscritte che possano servire da monito ad Assad. Nessuna decisione è stata ancora definitivamente presa dal comandante in capo, ma il Pentagono ha assicurato che tutto è pronto nel caso in cui Obama decidesse alla fine di imboccare la via militare. “Il presidente ha chiesto al dipartimento della Difesa di preparare opzioni per tutte le emergenze. Lo abbiamo fatto e siamo pronti”, ha assicurato Chuck Hagel. Fra le azioni a disposizione ci sarebbe – secondo le indiscrezioni riportate sulla stampa americana – la possibilità di lanciare missili dalle navi della Sesta flotta dislocate nel Mediterraneo. Ma anche l’invio di sofisticate armi ai ribelli siriani per creare una ‘no fly zone’ sopra le aree controllate dai ribelli stessi. Nel caso di dispiegamento di missili Cruise, questi sarebbero probabilmente diretti alle installazioni militari siriane come avvertimento sulla serietà degli Stati Uniti riguardo all’uso di armi chimiche. La Casa Bianca non ha ancora deciso e continua a “valutare i fatti così che il presidente possa assumere una decisione informata su come rispondere a questo indiscriminato uso di armi chimiche”, hanno puntualizzato dall’amministrazione con un comunicato diffuso sotto forma anonima in cui ogni parola è attentamente pesata. Il 60% degli americani (in base a un sondaggio Reuters) si è contrario a un intervento in Siria. Ma a chiedere un’azione militare “limitata” e “chirurgica” sono alcuni senatori americani, fra i quali l’influente ex candidato alla Casa Bianca John McCain. Un’ipotesi appoggiata anche dal parlamentare democratico, Eliot Engel, secondo il quale Obama non dovrebbe aspettare l’autorizzazione ad agire dal Congresso, che tornerà a essere operativo il prossimo 9 settembre dopo la pausa estiva. Più cauto invece il senatore democratico Jack Reed, secondo cui qualsiasi risposta americana deve avere un cappello internazionale.

Intanto il presidente americano Barack Obama ha avuto un colloquio con il presidente francese Francois Hollande. I due leader – riporta la Casa Bianca – hanno espresso la loro preoccupazione sul presunto armi di armi chimiche da parte del regime siriano contro i civili. Obama e Hollande hanno discusso le ”possibili risposte della comunità internazionale e si sono detti d’accordo a consultarsi”.

(Serena Di Ronza/ANSA)

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