Torna l’ombra del complotto: arresti e denuncie

Pubblicato il 26 agosto 2013 da redazione

CARACAS – Torna a farsi spazio la tesi del complotto per assassinare il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, e quello dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello. Le autorità competenti, ieri, sono tornate sull’argomento ma, in questa occasione, hanno annunciato la cattura di due presunti killer.

Il ministro degli Interni, Miguel Rodrìguez Torres, ha reso noto che, dopo una indagine condotta dai servizi segreti e dall’esercito, è stato possibile l’arresto di due cittadini colombiani, Victor Joan Gueche Mosquera e Erick Leonardo Huerta, che erano in possesso di fucili di grande potenza e mira telescopica, munizioni in gran quantità e uniformi dell’esercito.

Nel presentare dettagli dell’operazione che ha condotto all’arresto dei malviventi, il ministro ha reso noto che nel complotto è implicata la banda del Goncho Moncho. I delinquenti arrestati sarebbero entrati al Paese il 13 agosto attraverso la frontiera di San Antonio del Tàchira e, dopo l’indagine del “Sebin”, arrestati in un hotel lungo la “Carretera Panamericana”

– E stato scoperto e disarticolato il complotto – ha assicurato il ministro -. Abbiamo tutti gli elementi  che ci hanno permesso di arrestare i delinquenti: sappiamo da dove e quando sono entrati al Paese, quanto è stato loro pagato e quale era la loro missione.

Il ministro degli Interni, inoltre, ha informato che sono ricercati, e sicuramente verranno catturati prossimamente, altri 8 elementi integranti la banda e il cittadino venezolano, Carlos Salcedo, che ha trasportato i due presunti killer da Valencia e Los Teques. E’ proprio qui, in un hotel non lontano dalla capitale degli “Altos Mirandinos” che i delunquenti sono stati catturati. Erano in possesso di armi da fuoco di gran precisione, mira telescopica, una gran quantità di munizioni e uniformi dell’esercito.

– Proseguiamo con le indagini – ha commentato il ministro – per disarticolare il complotto.

Ha quindi accusato l’ex presidente della vicina Colombia, Alvaro Uribe Vèlez, di essere uno dei mandanti e autore intellettuale.

– E’ coinvolto nella faccenda – ha assicurato il ministro -. E’ legato a una banda di “narcos”.

Vittime del presunto complotto, quindi, sarebbero stati il capo dello Stato, Nicolàs Maduro, ed il presidente del Parlamento, Diosdado Cabello.  E proprio il presidente dell’An, Diodado Cabello, nel rispondere alle domande dei giornalisti, ha precisato che l’assassinato del presidente Maduro provocherebbe “la reazione immediata di tutti i venezolani”.

– E’ nostro dovere – ha sottolineato – difendere il presidente Maduro e evitare un inutile bagno di sangue.

Ha assicurato, poi, che un settore della destra è impegnata ad incoraggiare questo tipo di azioni.

– In seno alla destra reazionaria – ha spiegato il presidente dell’A.N. – vi sono correnti che non ascoltano ragioni. Noi le abbiamo avvertite. Abbiamo avvertito la destra reazionaria e fascista ma a questa non importa provocare un bagno di sangue.

Cabello ha quindi assicurato che il governo colombiano sta collaborando nelle indagini che ha permesso l’arresto dei due presunti sicari.

Anche il presidente Maduro, una volta resa nota la notizia dell’arresto dei due cittadini colombiani, ha commentato attraverso il suo account @nicolasmaduro: “La reazione immediata della destra, di fronte la cattura dei sicari, conferma la mancanza di scrupoli di questi gruppi fascisti”.

Dal canto suo, Henrique Capriles Radonski, leader dell’opposizione e Governatore dello Stato Miranda, ha affermato categorico che le dichiarazioni del ministro degli Interni, così come le prove da questi presentante, non sono veraci.

– Quante volte hanno parlato di complotto ai danni del presidente? – si è chiesto il leader dell’Opposizione -. Nessuno crede più a questa messa in scena. Dal governo si parla di sabotaggi e complotti ai quali nessuno più crede.

Nel suo account in Twitter il governatore dello Stato Miranda ha scritto: “Spiacevole quanto abbiamo a capo del Governo,  tutti giorni un racconto riciclato, per distrarre il Paese dai gravi problemi esistenti”.

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