Si accendono i riflettori su Venezia

VENEZIA:- Si aprirà il 28 agosto la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La prima edizione risale al 1932 e si svolse dal 6 al 21 agosto, solo per qualche anno è il secondo Festival del Cinema più “antico” del mondo dopo i Premi Oscar nati nel 1929.

Ideatore della Mostra, il Conte Giuseppe Volpi di Misurata, allora Presidente della Biennale di Venezia, insieme allo scultore Antonio Maraini e a Luciano De Feo, segretario generale dell’Istituto internazionale per il cinema educativo.

Fin dagli albori l’evento ospitò i più grandi divi del momento: da Greta Garbo a Clark Gable, da Loretta Young a Joan Crawford, fino al nostro, amatissimo ed indimenticabile Vittorio De Sica. Tanto per ripercorrere i primi passi della Mostra di Venezia, il primo film, proiettato il 6 agosto, fu “Il dottor Jekyll e Mister Hyde” di Rouben Mamoulian. Per quanto riguarda la nostra cinematografia, il primo film italiano nella storia della Mostra, fu “Gli uomini, che mascalzoni”, di Mario Camerini, proiettato l’11 agosto 1932. Tra i protagonisti, proprio il grande De Sica che in questo film canta l’intramontabile “Parlami d’amore Mariù”. A partire dalla terza edizione del 1935, viene istituita la Coppa Volpi, in omaggio al Conte Giuseppe Volpi di Misurata, assegnata al miglior attore e alla migliore attrice.

Primo film italiano ad aggiudicarsi il Leone d’oro,  “Giulietta e Romeo” di Renato Castellani: era il 1954. Un memorabile ex aequo tra due film che hanno scritto la storia del cinema italiano, avvenne nel 1959 con la vittoria di “La Grande Guerra” di Mario Monicelli, con Alberto Sordi e Vittorio Gassman, e de “Il Generale Della Rovere” di Roberto Rossellini con Vittoria De Sica, a firmare il soggetto, Indro Montanelli.

Dal ‘62 al ‘66, il Leone d’Oro rimase in casa grazie a film come “Cronaca familiare” di Valerio Zurlini; “Le mani sulla città” di Francesco Rosi; “Deserto Rosso” di Michelangelo Antonioni; “Vaghe stelle dell’Orsa” di Luchino Visconti e “La battaglia di Algeri” di Gillo Pontecorvo. Bisogna aspettare il 1988 per tornare a brindare ad una pellicola italiana con “La leggenda del santo bevitore” di Ermanno Olmi. L’ultimo ad aver convinto la giuria della Mostra di Venezia, è stato Gianni Amelio con “Così ridevano” del 1998.

Nell’Albo d’oro della Mostra, l’Italia compare al secondo posto dopo la Francia che si aggiudica 11 Leoni contro i nostri 10.

Oggi la Mostra, diretta da Alberto Barbera, in carica dallo scorso anno, celebra le sue 70 edizioni. Come madrina, è stata scelta Eva Riccobono mentre Bernardo Bertolucci sarà Presidente della Giuria.

Quattro le sezioni in cui si articola la Mostra: Concorso, Fuori concorso, Orizzonti (Presidente della Giuria per i film presenti in questa sezione, è Paul Shrader) e Venezia Classici.

Quest’anno sono 33 i Paesi che partecipano alla Mostra, tra i più presenti, l’Italia con 29 produzioni e gli USA con 19.

Ad aprire l’evento, “Gravity” (Sezione Fuori concorso), in anteprima mondiale. A firmare la regia, la sceneggiatura ed anche il montaggio, il messicano Alfonso Cuaròn. Tra gli interpreti della storia di fantascienza, Sandra Bullock e George Clooney. Cuaròn ha anche diretto “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”.

Per l’Italia, tre i film in gara: “L’intrepido”, di Gianni Amelio (come ricordato, già Leone d’Oro nel 1998 con “Così ridevano”), “Via Castellana Bandiera” di Emma Dante e un documentario firmato da Gianfranco Rosi, “Sacro GRA”, dove per GRA si intende il Grande Raccordo Anulare che abbraccia Roma. Tra le proposte fuori concorso, “Che strano chiamarsi Federico” un omaggio di Ettore Scola a Federico Fellini a vent’anni dalla sua scomparsa,  “Con il fiato sospeso” di Costanza Quatriglio, e “La voce di Berlinguer” di Mario Sesti e Teho Teardo.

Accanto alle novità, verranno presentate quattro pellicole restaurate grazie al Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale. Nella sezione “Venezia Classici”, sarà possibile ri-vedere interessanti film d’autore quali “Le mani sulla città” (1963) di Francesco Rosi, che conquistò il Leone d’Oro 50 anni fa e che verrà presentato in prima mondiale il 27 agosto all’Arena di Campo San Polo. Altra pellicola restaurata e di grande interesse per i cinefili, “Quièn sabe” (1966) di Damiano Damiani nella versione integrale; “Paisà” (1946) di Roberto Rossellini e “Pane e cioccolata” (1974) di Franco Brusati, con uno straordinario Nino Manfredi nei panni di un emigrante in Svizzera. Forte della sua esperienza come figlio di emigrati negli Stati Uniti, Manfredi ha firmato anche la sceneggiatura del film inserito tra le 100 pellicole italiane da salvare.

Per quanto riguarda il “dietro le quinte”, solo all’apertura si saprà se verrà rispettato o ignorato il “consiglio” di Angelo Barbaglio, Presidente dei produttori ANICA, rivolto agli esponenti politici a non partecipare alla Mostra in quanto la loro presenza è sgradita, tanto da annunciare “di uscire dalle sale di proiezione se questo dovesse accadere”  in virtù del taglio al tax credit. Non si sa se il recente rifinanziamento del tax credit abbia accontentato i produttori…e garantito una passerella ai nostri politici.

E mentre il grande schermo è in attesa di riempirsi di immagini, volti, suoni ed emozioni, non resta che attendere il 7 settembre per scoprire chi, quest’anno, si aggiudicherà il Leone d’oro.

 

Giovanna Chiarilli