Maduro: “Non un presidente debole” C. Radonski: “Un complotto al mese”

CARACAS –  Guerra di dichiarazioni. Il presidente della Repubblica, Nicolàs Maduro, e il leader dell’Opposzione, Henrique Capriles Radonski, da trincee opposte, sono intervenuti sul presunto complotto sventato dai servizi segreti venezolani.

Il capo dello Stato, nel segnalare che non “sarà un presidente debole”, ha sottolineato che “la destra è sul punto di oltrepassare ogni limite”. E ha affermato che, stando alle prove raccolte, non ci sono dubbi sulle intenzioni che hanno alcuni gruppi di ucciderlo.

Dal canto suo, il leader dell’Opposizione e governatore dello Stato Miranda, in tono sarcastico ha commentato che “il presidente Maduro vuole battere il record di Fidel Castro che in 48 anni ha denunciato ben 640 attentati falliti”.

Radonski, sempre con ironia, ha precisato che dall’inizio dell’anno sono stati denunciati ben 11 complotti e 4 presunti tentativi di assassinare il presidente della Repubblica.

Ieri, il capo dello Stato, durante la sua partecipazione ad un incontro con la delegazione della flotta russa che ormegga nelle acque di La Guaira, ha denunciato la prossimità di un attacco militare contro il governo siriano.

– L’intervento militare ormai è stato deciso – ha precisato il presidente Maduro -. Vogliono distruggere quel paese, farlo a pezzi. Prima hanno armato gruppi di terroristi, consegnando loro le armi più sofisticate. Ed ora vogliono intervenire per distruggere il Paese. Vogliono ripetere quanto già fatto in Libia e in Egitto.

Il capo dello Stato ha anche ricordato l’attacco all’Irak, accusato di possedere armi di distruzione massiva; armi che poi sono risultate inesistenti.

Toccando il tema del complotto per ucciderlo, il presidente Maduro ha sottolineato che “la destra fascista venezolana è quasi sul punto del non ritorno”. Ed ha assicurato che non sarà “un presidente debole con chi minaccia la stabilità del Paese.

– Ci stiamo giocando il diritto a vivere in pace nei prossimi 200 anni – ha detto.

Il governatore dello Stato Miranda, Henrique Capriles Radonski, dal canto suo, ha denunciato che il governo vuole distrarre i venezolani dai veri problemi del Venezuela.

– Il “salute”è in crisi – ha detto – ma i giornali del governo ne parlano. Solo scrivono sul presunto complotto.

Ha quindi sottolineato che “la salute in Venezuela è in terapia intensiva”.

– I nostri ospedali – ha proseguito – si paralizzano in caso di un black out e il deficit di medici è già del 50 per cento. Negli ultimi cinque anni circa 12 mila specialisti hanno lasciato il paese. Il 60 per cento dei “Barrios Adentro” (piccoli ambulatori nei quartieri poveri, ndr) è stato abbandonato, non funziona. Il 21 per cento dei bambini non sono stati vacunati. Di 100 mila bambini appena nati ne muoiono almeno 72.

Capriles Radonski, che ha reso noto che prossimamente il presunto broglio elettorale del 14 aprile sarà denunciato presso la Osa, ha ribadito che al governo non interessa parlare dei problemi del paese o aprire un dibattito su questi.

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