Siria, le basi nel Mediterraneo pronte a intervento

NICOSIA. – Mentre prosegue senza soste l’attività diplomatica internazionale incentrata sulla crisi siriana, sono anche già quasi pronte nel Mediterraneo orientale le strutture che appoggeranno l’ormai imminente attacco militare congiunto Usa-Gb contro la Siria. I preparativi, secondo fonti di intelligence, sarebbero quasi ultimati nella base aerea britannica della Royal Air Force (Raf) di Akrotiri, promontorio sulla costa meridionale di Cipro (Paese che non fa parte della Nato), dove lunedì sono atterrati due aerei-radar Awacs e un aereo-cisterna per i rifornimenti in volo. Oggi invece, secondo radio locali, sarebbero arrivati una ventina di velivoli provenienti da un’imprecisata base Nato in Italia. Un’analoga attività nella base – che dista meno di 160 km dalle coste siriane – si registrò due anni fa quando da lì partivano i Tornados che andavano a bombardare la Libia. Gli Awacs e l’aereo-cisterna appoggeranno i caccia Usa e britannici che andranno a colpire obiettivi militari in territorio siriano anche se fonti di intelligence ritengono che inizialmente l’attacco alla Siria seguirà lo schema adottato per la Libia: prima i lanci di razzi Tomahawk da cacciatorpediniere lanciamissili Usa della Sesta Flotta (quattro sono già in zona di operazioni) e da sommergibili nucleari britannici della classe Trafalgar anch’essi nell’area e poi i caccia. La Royal Navy non ha confermato la presenza dei sottomarini ma è noto che dispone di una forza di rapido intervento nel Mediterraneo orientale composta da due fregate e dalla portaelicotteri HMS Illustrious. Insieme con la contigua Episkopi, Akrotiri è la maggiore delle basi militari d’oltremare – che si estendono per un totale di 156 km quadrati – che la Gran Bretagna ha mantenuto a Cipro dopo la dichiarazione d’indipendenza nel 1960. L’impianto della Raf fornisce tuttora appoggio logistico alle forze Nato in Afghanistan mentre le guarnigioni di Dekhelia e Ayios Nikolaos (sulla costa Sud) e Trodoos (sulle montagne) sono utilizzate per il monitoraggio delle telecomunicazioni di tutta la regione. Anche la Grecia, Paese membro della Nato, è in stato di pre-allerta dopo che Washington ha chiesto ad Atene l’utilizzo della base dell’aviazione greca a Kalamata, nel Peloponneso, e della base aero-navale Usa di Souda Bay, sulla costa nord-occidentale dell’isola di Creta. E’ da questa base che negli ultimi anni sono state coordinate e messe in atto missioni di ricognizione e di rifornimento alle unità Usa e alleate impegnate nelle operazioni ‘Scudo’ e ‘Tempesta del Deserto’ (in Iraq), ‘Enduring Freedom’ (in Afghanistan) e ‘Iraqi Freedom’. In caso di intervento Nato, l’Alleanza Atlantica può anche utilizzare la base di appoggio tattico (Forward Operation Base, Fob) di Aktion, sulla costa ionica, tre km a Sud di Preveza, dalla cui pista gli Awacs possono decollare. In Turchia, invece, la Nato può contare su 24 basi alcune delle quali, come già avvenuto in passato, potrebbero dare appoggio alle forze Usa. Di queste, le più importanti sono le tre basi aeree di Incirlik (già utilizzata dagli Usa per compiere incursioni in Iraq e rifornire le proprie truppe in Afghanistan), Izmir e Konya e quella navale di Iskenderun, sede del comando Sud della marina Turca, sulla costa Nord-orientale del Mediterraneo e a un centinaio di km a Nord dalla frontiera con la Siria.

(Furio Morroni/ANSA)

NICOSIA. – Mentre prosegue senza soste l’attività diplomatica internazionale incentrata sulla crisi siriana, sono anche già quasi pronte nel Mediterraneo orientale le strutture che appoggeranno l’ormai imminente attacco militare congiunto Usa-Gb contro la Siria. I preparativi, secondo fonti di intelligence, sarebbero quasi ultimati nella base aerea britannica della Royal Air Force (Raf) di Akrotiri, promontorio sulla costa meridionale di Cipro (Paese che non fa parte della Nato), dove lunedì sono atterrati due aerei-radar Awacs e un aereo-cisterna per i rifornimenti in volo. Oggi invece, secondo radio locali, sarebbero arrivati una ventina di velivoli provenienti da un’imprecisata base Nato in Italia. Un’analoga attività nella base – che dista meno di 160 km dalle coste siriane – si registrò due anni fa quando da lì partivano i Tornados che andavano a bombardare la Libia. Gli Awacs e l’aereo-cisterna appoggeranno i caccia Usa e britannici che andranno a colpire obiettivi militari in territorio siriano anche se fonti di intelligence ritengono che inizialmente l’attacco alla Siria seguirà lo schema adottato per la Libia: prima i lanci di razzi Tomahawk da cacciatorpediniere lanciamissili Usa della Sesta Flotta (quattro sono già in zona di operazioni) e da sommergibili nucleari britannici della classe Trafalgar anch’essi nell’area e poi i caccia. La Royal Navy non ha confermato la presenza dei sottomarini ma è noto che dispone di una forza di rapido intervento nel Mediterraneo orientale composta da due fregate e dalla portaelicotteri HMS Illustrious. Insieme con la contigua Episkopi, Akrotiri è la maggiore delle basi militari d’oltremare – che si estendono per un totale di 156 km quadrati – che la Gran Bretagna ha mantenuto a Cipro dopo la dichiarazione d’indipendenza nel 1960. L’impianto della Raf fornisce tuttora appoggio logistico alle forze Nato in Afghanistan mentre le guarnigioni di Dekhelia e Ayios Nikolaos (sulla costa Sud) e Trodoos (sulle montagne) sono utilizzate per il monitoraggio delle telecomunicazioni di tutta la regione. Anche la Grecia, Paese membro della Nato, è in stato di pre-allerta dopo che Washington ha chiesto ad Atene l’utilizzo della base dell’aviazione greca a Kalamata, nel Peloponneso, e della base aero-navale Usa di Souda Bay, sulla costa nord-occidentale dell’isola di Creta. E’ da questa base che negli ultimi anni sono state coordinate e messe in atto missioni di ricognizione e di rifornimento alle unità Usa e alleate impegnate nelle operazioni ‘Scudo’ e ‘Tempesta del Deserto’ (in Iraq), ‘Enduring Freedom’ (in Afghanistan) e ‘Iraqi Freedom’. In caso di intervento Nato, l’Alleanza Atlantica può anche utilizzare la base di appoggio tattico (Forward Operation Base, Fob) di Aktion, sulla costa ionica, tre km a Sud di Preveza, dalla cui pista gli Awacs possono decollare. In Turchia, invece, la Nato può contare su 24 basi alcune delle quali, come già avvenuto in passato, potrebbero dare appoggio alle forze Usa. Di queste, le più importanti sono le tre basi aeree di Incirlik (già utilizzata dagli Usa per compiere incursioni in Iraq e rifornire le proprie truppe in Afghanistan), Izmir e Konya e quella navale di Iskenderun, sede del comando Sud della marina Turca, sulla costa Nord-orientale del Mediterraneo e a un centinaio di km a Nord dalla frontiera con la Siria.

(Furio Morroni/ANSA)

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