Via l’Imu, Letta: “Ora il governo è senza scadenza”

Pubblicato il 28 agosto 2013 da redazione

ROMA –  “L’Imu è cancellata. Dal 2014 non ci sarà più come l’abbiamo conosciuta fino a oggi, nella linea dell’impegno assunto con la nascita del governo. Il superamento porta alla sua fine e dal 1 gennaio 2014 ci sarà la Service Tax che sarà formalizzata con la legge di stabilità”. Il premier Enrico Letta, in Consiglio dei ministri, ha definitvamente firmato il certificato di defunzione della tassa più odiata dagli italiani

Così, il balzello che fino a ieri era all’origine delle frizioni tra le varie anime della maggioranza, é stata candellato: dal 2014 non ci sará piú. Ma a sostituirla arriverá la “Service Tax”, che fará rientrare dalla finestra ció che é uscito dalla porta. E, cioé, una nuova tassa che, come l’Imu, peserá sulle finanze degli italiani .

Nonostante ciò, tutti si ritengono soddisfatti: il Pdl che può rivendicare di aver cancellato l’odiata tassa sulla prima casa; il Pd che incassa i fondi per la cassa integrazione e per parte degli esodati; il Tesoro che rinvia a ottobre il nodo di come ‘coprire’ l’abolizione della rata di dicembre, tenendo così i conti in ordine; persino i comuni plaudono, parlando di misure “in sintonia” con le richieste dell’Anci. L’unico ad essere critico è Mario Monti, che accusa il governo di aver ceduto troppo ai desiderata di Silvio Berlusconi. Ma – opposizioni e Cigl a parte – è la sola voce fuori dal coro nella maggioranza, che per il resto plaude al compromesso sull’Imu.

E così Enrico Letta, forte soprattutto delle parole del Cavaliere che gli riconosce di aver mantenuto gli impegni, si spinge a dire che il governo “non ha più scadenza”. L’articolata soluzione messa a punto dal tandem Letta-Alfano per superare indenni lo scoglio Imu è un piccolo capolavoro di diplomazia e compromesso politico. Per non accontentare solo il Pdl, premier e vicepremier accompagnano gli interventi sulla prima casa con misure in favore di cassa integrati ed esodati “individuali”: vengono stanziati 500 milioni per i primi e 700 per i secondi. Così tutti possono rivendicare un pezzo di vittoria.

Il primo a farlo è proprio Berlusconi. Che però non si limita ad intestarsi la cancellazione dell’Imu (“promesso, realizzato, mantenuto”), ma riconoscere a Letta di aver rispettato i patti. Parole che il Cavaliere avrebbe potuto evitare e che, almeno agli occhi di palazzo Chigi, rendono più difficile per lui staccare la spina.

– Dopo quello che ha detto, come lo spiegherebbe agli elettori? – si chiede un parlamentare vicino al premier.

Certo, i ministri del Pdl – in un’insolita nota congiunta – pur ringraziando il governo affermano che senza Berlusconi l’eliminazione dell’Imu sulla prima casa per il 2013 (nel 2014 arriverà la service tax) “questo risultato non sarebbe stato possibile”. E sono rivendicazioni che mettono in allarme il Pd.

Davide Zoggia è costretto a contrattaccare: Berlusconi e i suoi sono “senza vergogna” visto che fino a pochi giorni fa volevano fare “cadere il governo” per sottrarre il Cavaliere alla condanna. Ma è Guglielmo Epifani a far capire che il compromesso funziona: parla di “soluzione equilibrata” e persino sull’Imu riconosce che si tratta di una “scelta corretta”, pur se “in vista della riforma complessiva del 2014”. Nella coalizione di governo gli unici scontenti sono quelli di Scelta Civica.

Monti, di buon mattino, critica pesantemente la linea di Letta, accusandolo di aver ceduto troppo al Pdl. Posizione che non cambia dopo il varo del provvedimento:

– Rispettiamo, ma non condividiamo – spiega il responsabile fisco Enrico Zanetti.

Ma sono critiche che non offuscano minimamente l’umore del presidente del Consiglio. Che rispedisce al mittente le accuse.

– E’ una vittoria del governo, non del Pdl – sottolinea difendendo “nel merito” la riforma e ricordando che tutti i partiti, compreso quello del professore, chiedevano il superamento dell’Imu.

Il premier, davanti alle telecamere, non si limita a difendere il provvedimento, prosegue nell’opera di diplomazia: con un occhio al Pdl assicura che la service tax non sarà una Imu “mascherata” e che le coperture non arriveranno da “nuove tasse”, a parte quelle sul gioco d’azzardo; ma blandisce anche il Pd, rimarcando l’equità della riforma e le misure in favore di disoccupati ed esodati. Ma soprattutto si lascia andare all’ottimismo sulla vita dell’Esecutivo.

– Adesso possiamo guardare al futuro con molta maggiore fiducia.

E poi, a chi gli chiede quanto durerà, si sbilancia:

– La giornata di oggi credo possa far finalmente finire domande sulla durata del governo

Poi – scherzando, ma mica tanto – aggiunge:

– Non c’è più scadenza

Da 2014 una nuova tassa sulla casa
L’Imu va in soffitta, ma il fisco non rinuncerà a tassare gli immobili. Anche la prima casa. Ma cambierà la filosofia. Il nuovo balzello, che É stato chiamato Taser, prenderà forma solo nella legge di Stabilitá, si applicherà dal 2014 e sarà finalizzato a finanziare i servizi comunali, compresa la raccolta dei rifiuti.

E solo con questa riforma – brutta notizia per le imprese – arriverà l’attesa deducibilità dell’imposta sui beni strumentali, come i capannoni, o sui locali utilizzati dagli enti no profit.

– Non sarà un’Imu mascherata – ha assicurato il presidente del Consiglio Enrico Letta che ha annunciato una riduzione del carico fiscale sulle famiglie. Ma se questa nuova imposta peserà meno sulle tasche dei cittadini si saprà solo quando, definiti i dettagli, sarà possibile fare i conti. Di certo le prime simulazioni contenute nelle ipotesi stilate dal Tesoro solo qualche settimana fa, mettono in risalto che, a seconda delle scelte, l’impatto per l’erario potrebbe essere anche a saldo zero, mantenendo immutato l’aggravio sui cittadini rispetto alla tassazione dell’Imu.

Il percorso che porta alla definizione della nuova tassa è delineato nel decreto e prevede un fitto confronto con le parti sociali e con i comuni che sono i beneficiari ultimi della tassa. Ma le linee guida sono già definite. Si prevede che sarà composta da due componenti: la prima servirà a pagare la raccolta dei rifiuti, la seconda i cosiddetti ”servizi indivisibili”, ora previsti dalla Tares. In pratica arriva una sorta di tassa che ne ingloba due.

La prima parte, quella relativa alla raccolta dei rifiuti, dovrà consentire di coprirne completamente i costi e si pagherà in base ai metri quadrati. Per la seconda, invece, il comune potrà scegliere come base imponibile o la superficie o la rendita catastale. Sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e i servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell’immobile) che dell’occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali).

La filosofia – ha spiegato Letta – è la stessa di un condominio, con la quale si pagano servizi comuni e si valuta l’efficienza dell’uso delle risorse che sono state pagate (”Pago, vedo, voto”). Ma, a scanso di equivoci, è comunque previsto un tetto al prelievo fiscale, per evitare rischi di uno shock da tassazione. Anche perchè l’acronimo scelto per la nuova tassa, Taser, non farebbe ben sperare: è lo stesso nome delle pistole elettriche utilizzate dalla polizia Usa per immobilizzare, proprio con l’elettroshock, i malviventi in fuga.

Da Imu a Cig, da casa a esodati
Un piano di pochi punti essenziali, per dimostrare che il governo intende stare ”a fianco delle famiglie in difficoltà, di chi ha perso il lavoro e del ceto medio italiano”, come ha voluto sottolineare il ministro per la P.A, Gianpiero D’Alia. Ecco, in sintesi, i punti principali del piano approvato dal consiglio del ministri.

– IMU E SERVICE TAX: L’Imu verrà cancellata e dal 2014 ”non ci sarà più come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi”, ma, al suo posto, la service tax, che verrà ufficializzata nell’ambito della legge di stabilità e che, promette Letta, ”non sarà un Imu mascherata”.

La nuova tassa sará divisa in due parti: la prima per coprire il costo della raccolta dei rifiuti (che si paga in base ai metri quadrati) e la seconda per i servizi indivisibili pagata dagli occupanti dell’immobili. Per l’Imu 2013 invece viene cancellata la prima rata su prime case e terreni agricoli spostata a settembre e si punta a coprire, entro metà ottobre, la cancellazione della rata di dicembre per queste fattispecie.

– Resteremo sotto il limite del 3% del deficit Pil – assicura Letta all’Europa.

Tra le novitá anche una riduzione della cedolare secca sugli affitti a canone concordato (che scende dal 19 al 15%) e l’esenzione per le case invendute.

– SUBITO 10 MILIARDI DI RIMBORSO CREDITI P.A: è un corollario del punto precedente. Per finanziare la cancellazione della prima rata dell’Imu sulla prima casa, il governo accelera sui rimborsi alle aziende, per ottenere dal maggior gettito Iva atteso i fondi per le coperture necessarie.

– PIANO CASA: un piano da 4,4 miliardi di euro, di cui 4 miliardi a carico della Cdp e 400 milioni di ‘interventi sociali’, in particolare un fondo specifico per i mutui per l’acquisto della prima casa per giovani coppie e lavoratori atipici sotto i 35 anni.

– CIG: arriva il rifinanziamento della Cassa integrazione per mezzo miliardo di euro. ”Una prima risposta molto importante” per l’emergenza lavoro, ma comunque una somma inferiore a quelle circolate nei giorni scorsi, che parlavano di una necessità di fondi pari a 1,5 miliardi. La Cig, così come l’Imu, verrà rifinanziata senza nuove tasse.

– ESODATI: un plafond da 700 milioni di euro, per garantire una risposta strutturale a 6.500 esodati. Scelti, ha spiegato il premier Letta, nella categoria più disagiata, quella dei ”licenziati individuali”. E’ il quarto intervento, dopo i tre del governo Monti che ne ha tutelati 130.000, a favore proprio degli esodati. In questo caso si tratterebbe di un fondo da 150 milioni di euro all’anno fino al 2017.

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