Grillo insiste: “Napolitano la smetta e ci mandi al voto”

Pubblicato il 28 agosto 2013 da redazione

ROMA – Nuovo, duro e polemico attacco di Beppe Grillo contro il Presidente della Repubblica, sempre più bersaglio della campagna del leader Cinque Stelle per tornare al voto. “Ci mandi a votare caro Presidente. Si fidi degli italiani per una volta”, tuona Grillo dal suo Blog in un post dal titolo ancora più duro: ‘Errare è umano, perseverare é Napolitano’.

“La smetta signor Presidente di provare a convincere gli italiani che il governo Letta sia l’unico possibile perché i mercati non capirebbero”, ribadisce Grillo che attribuisce al Capo dello Stato la ‘colpa’ sulla scelta del governo e su quel che definisce un “deficit di democrazia inaccettabile”. I toni del nuovo affondo di Grillo sono così duri che le reazioni non si fanno attendere. Non quelle del Pdl che con il Capo dello Stato ha in questi giorni altri problemi.

Dal Pd, invece, arriva un’alzata di scudi. “Parole sciagurate di chi in questi mesi ha dimostrato tutta la sua irresponsabilità”; “parole indecenti”; Grillo é uno “sfascista, il peggio della vecchia politica”. Per lui “l’unica cosa che conta é fare incetta di parlamentari per comandare” afferma Giacomo Portas ed anche Danilo Leva lo accusa di ”aver gettato la maschera” propugnando di andare alle elezioni con il Porcellum.

La corsa al voto con l’attuale legge elettorale, insomma, continua ad essere un vulnus per il M5S con critiche che piovano da fuori e da dentro il Movimento. Alimentando un circolo vizioso che potrebbe fare male al movimento. Le polemiche montano, i nervi si scaldano e il tutto dà fiato ad una rincorsa ancora più affannata alla richiesta del voto e ad una reazione un po’ astiosa verso chi non ci sta. I timidi approcci per cercare di arrivare ad un confronto da parte di chi non se la sente di fare una battaglia in nome del Porcellum vengono affogati nel dileggio e nella sempre presente minaccia di espulsione. Quella che potrebbe rischiare Alessandra Bencini rea di essersi esposta manifestando la sua contrarietà alla linea della maggioranza.

Ma gli altri senatori, quelli dialoganti ma ortodossi, pesano le parole e guardano con ottimismo allo sviluppo del dibattito. “Non supporterò mai nessuna alleanza del movimento con gli attuali partiti” ci tiene a precisare Elena Fattori solo perchè ieri aveva condiviso un post del suo collega Giuseppe Vacciano che citava l’aforisma ‘disapprovo quello che dite, ma difenderò il vostro diritto di dirlo’. Anche Francesco Campanella, che ha chiesto di consultare la base sulla questione Porcellum, oggi precisa. “Nel Movimento ci sono cose che vanno migliorate ma il M5S è uno strumento troppo prezioso e fecondo per siluralo”.

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19:29Inter: Spalletti “Abbiamo sbagliato la ripresa”

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(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 16 DIC - Due giovani studenti, impossibilitati a frequentare le lezioni perché figli di un testimone di giustizia e a rischio di perdere l'anno scolastico, hanno seguito un programma mirato di formazione che alterna lezioni domiciliari ad attività didattiche a distanza. E' la soluzione - resa nota dalla Prefettura di Reggio Calabria - trovata grazie alle sinergie istituzionali che si sono attivate dopo la segnalazione di un sacerdote. Le linee guida operative obbligano all'adozione di rigide misure di sicurezza, per cui gli studi dei due ragazzi erano a rischio. Dopo la segnalazione ricevuta l'istituto scolastico reggino e l'Ufficio scolastico provinciale, è stato avviato un dialogo per individuare le più idonee soluzioni per garantire le esigenze di protezione con quelle del diritto allo studio ed alla formazione. "Le buone prassi devono diventare la regola: anche per questo è importante che il Senato approvi definitivamente la riforma sui testimoni di giustizia, commenta il deputato Pd Davide Mattiello.

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