Pd, Renzi annuncia la candidatura e Franceschini si schiera

ROMA  – La ”rivoluzione radicale” nel paese, annunciata dal palco della festa di Genova, è ancora di là da venire. Ma, il giorno dopo aver annunciato di fatto la sua candidatura, Matteo Renzi ha l’effetto immediato di stravolgere la geografia interna al Pd. Dario Franceschini, con Areadem, si schiera con il sindaco di Firenze, anticipando il suo voto al congresso ”se Renzi saprà innovare e unire il partito”. Una mossa che smarca l’ex Ppi dal cosiddetto ‘patto di sindacato’ con Pier Luigi Bersani, critico sulla decisione di Areadem e ancora alla ricerca di un candidato, mentre il premier Enrico Letta, impegnato a governare, resterà neutrale nella sfida congressuale.

Le grandi manovre per la leadership del Pd, sotto traccia per mesi, ora escono allo scoperto. Il sindaco di Firenze, che pur ufficializzerà la sua discesa in campo solo a fine mese – si parla di un’iniziativa il 23-24 subito dopo l’assemblea nazionale sulle regole – ha accelerato lo schieramento delle varie correnti in vista della battaglia congressuale.

– Quando in squadra ci sono dei talenti, i talenti vanno utilizzati. E Matteo è un talento – è la motivazione con cui Franceschini ha annunciato, alla festa di Genova, il suo appoggio al rottamatore, che d’altra parte aveva dalla sua parte già da mesi il sindaco di Torino Piero Fassino, anche lui di Areadem. Una scelta che, secondo il ministro per i Rapporti con il Parlamento molto vicino al premier, non confliggerà con la tenuta del governo e con il ruolo di Letta ”perchè i talenti vanno usati tutti ed è impossibile non riconoscere l’autorevolezza e la competenza con cui Letta sta facendo il premier”.

Il presidente del Consiglio ribadisce, comunque, che non entrerà nel dibattito congressuale perchè – spiega – “il mio impegno è di governare, guidare il governo di larga coalizione”. Ma, secondo fonti parlamentari a lui vicine, il premier non ha intenzione di fare la guerra a Renzi se, a sua volta, il sindaco di Firenze, dopo esser diventato leader del Pd, non si mette a bombardare il governo.

Al momento, anche se i giochi non sono ancora fatti, restano contro il sindaco di Firenze i candidati indipendenti Pippo Civati e Gianni Pittella. E quasi tutti gli ex Ds: Massimo D’Alema, che avrebbe sostenuto Renzi se si fosse candidato a premier quando si tornerà al voto, ha spiegato che sosterrà Gianni Cuperlo. E Pier Luigi Bersani che punta ad un candidato che possa allargare il fronte della sinistra.

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