Prandelli conferma l’addio: “Dopo il Mondiale lascio”

ROMA – Il calciomercato ha reso lievi i primi due giorni d’azzurro, a Coverciano. Atmosfera soft, ci sarà tempo per scaldarla con Italia-Bulgaria, sabato a Palermo.  Nervi distesi al punto che è passata quasi sotto silenzio la notizia (non inedita, però ribadita) che Cesare Prandelli dopo il Mondiale dell’estate 2014 in Brasile lascerà la panchina azzurra e anche l’ambizione di essere cittì, volendo tornare ad allenare tutti i giorni una squadra di club.

E allora abbiamo fatto un sondaggio per capire se il domani di Prandelli ha già un segno preciso. Segnale che non c’è, ma solo tracce di una possibilità da valutare: in chiave milanista.  Max Allegri è alla sua quarta stagione al Milan: dicono sia l’ultima, scadenza di contratto e voglia -reciproca- di altre sponde e ambizioni, lui e il club, a prescindere dagli esiti della stagione appena cominciata. E il club di via Turati, avrebbe già messo in cantiere il progetto-Prandelli: se ne era parlato a maggio-giugno (su giotnali, siti e tivu), rimane viva l’attenzione.

Altra possibilità per il cittì azzurro è la Juventus, con la quale ha condiviso successi e onori all’inizio degli Anni Ottanta, con il Trap e Platini. E qui dipende dal futuro di Antonio Conte, per il quale dall’estero sono arrivate (e arriveranno) prestigiose offerte di lavoro. La famiglia Agnelli-Elkann non è lontana dall’idea Prandelli, se dovessero accadere certe cose.

E la panchina della Nazionale? Si è parlato e si parla della scelta che cadrebbe su Roberto Mancini, anche se il suo passato da calciatore in veste azzurra è sempre stato problematico, e i compensi che ha ricevuto da Inter e soprattutto Manchester City (8 milioni a stagione) sono lontanissimi dai supporti economici della Federcalcio. E un’ultima voce che arriva da Coverciano e dice di Allegri dalla panchina rossonera a quella azzurra. Come Arrigo Sacchi, tardo autunno 1991.

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