La cultura come collante tra i popoli

ROMA:- Arte, storia, cinema, ma soprattutto balli, canti e tanto spettacolo. Questo il programma dell’evento organizzato dalla consulta cittadina per l’immigrazione di Roma capitale, che domenica 1° settembre – con il sostegno delle Ambasciate di Guatemala, Costa Rica, Honduras, Nicaragua, El Salvador – ha dato vita ad una splendida serata sulle rive del Tevere, in “Omaggio ai paesi Centro-Americani”.

Miguel Coimbra – coordinatore della manifestazione – ci ha raccontato come il significato principe dell’evento stia precisamente nel “comunicare al popolo italiano che siamo pienamente integrati in Italia e soprattutto mettere in luce la nostra cultura”.

Non a caso il festival giunge quest’anno alla sua terza edizione, a dimostrazione del “ruolo fondamentale che svolge la cultura nello stimolare i rapporti tra i nostri continenti, nonostante la fase di acuta instabilità internazionale”. Insomma, la cultura come collante naturale tra mondi che, in fondo, non sono così lontani come sulla carta.

Le celebrazioni sono state incentrate – grazie anche alla collaborazione dell dr.ssa Clavarino, che nel suo discorso introduttivo, dopo aver reso omaggio alle rappresentaze diplomatiche presenti, ha posto l’accento sul grande “sentimento di fratellanza e apprtenenza che contraddistingue la regione centro-ameriacana” – sui festeggiamenti per la ricorrenza del 15 settembre, data di commemorazione dell’anniversario dell’indipendenza dalla corona spagnola.

L’evento è dunque proseguito con caratteristiche descrizioni socio-geografiche dei singoli paesi protagonisti, accompagnate dall’ascolto dei relativi inni nazionali. Momenti toccanti per molti dei presenti, complice anche la suggestiva cornice della storica Isola Tiberina – presso l’Isola del Cinema – che ha ospitato l’incontro.

L’apice del climax si è avuto nei momenti subito successivi, dedicati alla tradizionale Fiaccolata in memoria del lontano settembre del 1821 – consuetudine introdotta inizialmente nel 1859 in onore delle donne e degli uomini che lottarono per la libertà e poi formalizzata cinque anni più tardi, quando si decise per una celebrazione congiunta dell’evento marcante la storia della regione – simbolicamente rappresentante l’arrivo della notizia dell’indipenza.

Tra gli stand informativi dei cinque paesi presenti, capaci di portare all’attenzione del pubblico la cultura e le bellezze dei paesi d’origine, particolare menzione merita la mostra fotografica honduregna, opera dell’antropologo e storico Rubén Dario Paz. Le foto dell’artista infatti, stando alle parole rilasciateci dalla Consigliera d’Ambasciata Ana Salgado Pellman, “mettono in risalto alcuni tratti carateristici della nostra cultura, dando rilievo particolare alle diverse etnie che costituiscono il nostro tessuto sociale, di cui costituisce riprova il tramandarsi del ceppo pre-maya, ancora esistente”.

A conclusione della serata si è dato spazio alla proiezione di “Unos Pocos Con Valor”, pellicola basata sull’opera letteraria “Los pájaros de Belén”, di Mario Berrios. Il film, diretto da Douglas Martin ed ispirato a fatti realmente accaduti, attraverso la narrazione “dell’inseguimento e della cattura di una delle bande più pericolose dell’Honduras”, mostra l’intricata realtà in cui opera quotidianamente il corpo selezionato di polizia, sottolinenando le contraddizioni e le difficoltà che il paese deve affrontare, stante però la dimostrazione di come “integrità e giusta attitudine” siano in grado di generare un “cambiamento positivo”.

Lorenzo Di Muro

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