M5S, l’italo-venezolano Orellana pronto allo strappo

ROMA – Nuovo duro attacco di Beppe Grillo contro i ‘dialoganti’ del M5S, quelli che chiedono di prendere in considerazione l’ipotesi di alleanze per dare al Movimento un “maggiore peso contrattuale”. A finire nel mirino del blog del leader dei Cinque Stelle è il senatore Luis Alberto Orellana, messo alla gogna come un nuovo ‘Scilipoti’ per aver espresso il suo punto di vista: di fronte alla possibilità che si apra una crisi di governo “dobbiamo tenerci pronti e – auspica – non avere tabu'”.

Sentirsi dare dello Scilipoti è un’accusa “grave”, si offende il senatore italo-venezuelano che non esclude a questo punto di lasciare il suo gruppo a palazzo Madama.

– Devo pensarci su – ammette, stupito per la veemenza dell’attacco mentre si trova in missione in Lituania. Un attacco che arriva in mattinata, dopo il già duro faccia a faccia sostenuto in Parlamento con l’ala ortodossa.

Beppe Grillo prende un post di un militante, lo intitola ‘I Nuovi Scilipoti’ e lo pubblica come notizia di apertura del suo blog. Nel testo, oltre alle accuse ad Orellana, si stigmatizza la “sciagurata convergenza con il Pd, che trascinerebbe inevitabilmente il Movimento nella melma piddina”. L’intervento, neanche a dirlo, provoca le inevitabili reazioni dei parlamentari e della base: tra accusatori e difensori che si rincorrono sul web (con epiteti spesso infamanti) si profila un nuovo caso dissidenza che il Movimento dovrà ancora una volta gestire. Con tutto lo strascico di polemiche già sperimentato nei mesi passati.

L’allontanamento dal gruppo di un senatore M5S è stato troppe volte un grattacapo per il Movimento che ha già dovuto affrontare l’espulsione di Marino Mastrangeli e Adele Gambaro e l’addio di Paola De Pin e Fabiola Anitori. Sperimentando ogni mezzo di pressione per un allontanamento ‘volontario’ dei dissidenti. Questa volta, si vocifera tra gli M5S, l’idea sarebbe quella di evitare una consultazione on-line degli attivisti, delegando ‘l’allontanamento’ al MeetUp di Pavia, quello che ha eletto il senatore. Uno stratagemma, un po’ come quelli che cita Orellana che per descrivere la sua situazione chiama in causa proprio il trattato del filosofo tedesco Schopenhauer su ‘i 38 stratagemmi’ per avere ragione.

“Se Luis chiarirà le sue posizioni, ne saremo lieti. Ma se ha scelto un’altra strada, nessuno lo tratterrà” ci tiene a chiarire il suo capogruppo, Nicola Morra che già gli aveva intimato un veloce chiarimento.

“Paragonare Luis Orellana a Scilipoti non si può leggere!” si indigna il collega Lorenzo Battista, anche lui tra i parlamentari generalmente propensi al dialogo. Ed anche Alessio Tacconi è con lui: “Scilipoti si è venduto, Luis Orellana non lo farebbe mai”.

Ma gli ‘ortodossi’ tengono duro: “Chi vuole le alleanze le faccia fuori dal Movimento” avverte il capogruppo alla Camera, Riccardo Nuti e Riccardo Fraccaro rincara: nessuna alleanza “con gli avversari. Chi si vuole arrendere lo faccia”. E non esclude espulsioni il deputato Gianluca Vacca: “le ho già votate altre volte” ricorda.

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