Obama-Putin, il grande freddo tra i due leader

NEW YORK. – Alla fine un faccia a faccia tra Barack Obama e Vladimir Putin verosimilmente ci sarà. Ne è certo il leader del Cremlino: ”Credo che io e Obama riusciremo a parlare a margine del summit G20”, ha affermato. Ma certo, sembra improbabile che un colloquio del genere, ”a margine”, potrà dissipare il grande freddo che da sempre caratterizza i rapporti tra i presidenti delle due grandi potenze, che, non è un segreto, si detestano cordialmente. Anche perché sui loro rapporti l’ultima pesante ondata di gelo è calata da poco, quando la Russia ha concesso asilo politico ad Edward Snowden, la talpa del Datagate che ha rivelato al mondo i segreti dell’intelligence Usa. Un affronto a cui la Casa Bianca ha reagito proprio cancellando il vertice che avrebbe dovuto aver luogo a Mosca in questi giorni. Una decisione che ”testimonia che gli Usa non sono pronti a costruire relazioni con la Russia su basi paritarie”, ha affermato di rimando il Cremlino. E quel vertice è stato ora ridotto appunto ad un probabile colloquio ”a margine” del G20. ”Con la Russia è bene prendere una pausa e ricalibrare i nostri rapporti”, ha allora detto Obama, che del ”reset” tra i rapporti tra Washington e Mosca aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia, arrivando alla Casa Bianca. E la vicenda di Snowden in realtà non è che la punta dell’iceberg di divergenze, incomprensioni e anche sgarbi tra i due leader. Stati Uniti e Russia sono ai ‘ferri corti’ su vari temi: dal controllo delle armi, allo scudo missilistico, dal commercio, ai diritti umani. Fino al disarmo nucleare, all’Iran, o ora sopratutto alla Siria. La volontà’ di Washington di agire con determinazione nei confronti del regime di Bashar al Assad per fermare la carneficina in Siria si è ripetutamente scontrata in Consiglio di Sicurezza dell’Onu contro i ‘niet’ provenienti da Mosca, come ai tempi della Guerra Fredda. E certo, i rapporti personali difficili tra i due leader non aiutano. Nel maggio del 2012, ad esempio, il presidente Putin era atteso a Camp David per il vertice del G8, ma alla fine decise di non andare, dicendosi troppo impegnato a Mosca per la formazione del nuovo governo. Al suo posto andò il premier Dmitri Medvedev. Al G20 del giugno del 2012 si sono poi incontrati, ma le fotografie che li ritraggono uno accanto all’altro, seri, senza guardarsi, la dicono lunga. In una recente intervista Obama ha però’ negato che tra lui e Putin ci sia una palpabile antipatia. ”So che la stampa ama concentrarsi sul linguaggio del corpo, e lui ha quel tipo di atteggiamento, che lo fa sembrare come il ragazzo annoiato in fondo alla classe”. Una battuta che ha peraltro notevolmente irritato il capo del Cremlino. A cui però ha poi aggiunto: ”Ma la verità è che quando abbiamo dei colloqui, molto spesso sono produttivi”. Una cortesia ricambiata da Putin, quando ha affermato che Obama ”è un interlocutore interessante e un uomo concreto e tutti gli incontri precedenti con lui sono stati costruttivi”. Tanto che poi il Capo della Casa Bianca si è pubblicamente detto ”ancora fiducioso sul fatto che Putin possa cambiare la sua posizione” per quel che riguarda il sostegno della Russia al regime di Assad.