Saccomanni: “Sulla ripresa pesa l’incertezza politica”

ROMA – Fabrizio Saccomanni minimizza definendoli ”focolai di incertezza”. Ma il ministro dell’Economia, a San Pietroburgo per il G20, ammette anche che quegli stessi focolai pesano inevitabilmente sul processo di ripresa che ora ”è in corso” in Italia”.

Da Roma i dati delle entrate fiscali confermano che il gettito corre (+1,2%) e la flessione dell’Iva è rallentata, anzi il gettito sui consumi interni registra un segno positivo. Iniziato il conto alla rovescia per il voto del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi, l’irrequietezza che si respira nei palazzi romani ha eco fino al G20 in Russia, dove il premier Enrico Letta e il titolare del Tesoro hanno dovuto necessariamente affrontare il tema.

– L’incertezza politica – ha osservato Saccomanni – è un fattore negativo dal punto di vista della ripresa della fiducia sulla capacità di crescita economica. Speravo fosse qualcosa che apparteneva al passato, invece purtroppo ci sono focolai di incertezza – ha continuato il ministro, guardando anche fuori dai confini nazionali e alla situazione in Siria, dove sembra sempre più vicino un attacco degli Stati Uniti al regime di Assad – Ciò non toglie comunque che il processo di ripresa dell’economia italiana sia ormai in corso – ha confermato ancora una volta il ministro, puntualizzando che, nonostante le sue debolezze strutturali, il Paese ”sta uscendo dalla fase di recessione”.

I dati Ocse pubblicati martedì (secondo cui il pil italiano diminuirà quest’anno dell’1,8%, unico segno meno tra i Paesi del G7) hanno valenza ”retroattiva”, ha spiegato ancora, indicando invece segnali congiunturali in arrivo dalla produzione industriale e dal fronte fiscale di diversa natura.

Le entrate fiscali dei primi sette mesi dell’anno sono infatti aumentate dell’1,2%, con un gettito in più di 2,7 miliardi di euro, trainato soprattutto dall’Ires: le imprese hanno versato circa 2 miliardi in più. Anche l’Iva, nonostante il calo cumulato del periodo, ha mostrato tra giugno e luglio segnali di ripresa sugli scambi interni, registrando rispettivamente un +4,5% e un +1,2%. Dalla lotta all’evasione però arrivano circa 4 miliardi, contro previsioni per l’intero anno di un recupero di 12 miliardi.

Entro il 20 settembre, il Tesoro dovrà pubblicare la nota di aggiornamento del Def. Finora le previsioni indicano un calo del pil dell’1,3% e un rapporto deficit-pil giusto sotto il 3% al 2,9%. Con le nuove stime alla mano, il ministero dell’Economia dovrà quindi mettere mano anche alla legge di stabilità per il 2014, da presentare entro il 15 ottobre, insieme alle coperture per la seconda rata dell’Imu.

Il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, prevede già una manovra ”shock” per aumentare la liquidità per le imprese, per esempio accelerando i tempi e aumentando gli importi dei pagamenti dei debiti p.a., e per alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese, con la cancellazione strutturale dell’Imu sulla prima casa e con ”il non aumento dell’Iva da ottobre senza se e senza ma”.

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