Il Papa al G20: “Non inerti di fronte al massacro”

Pubblicato il 05 settembre 2013 da redazione

CITTA’ DEL VATICANO – Il Papa e la sua diplomazia premono l’acceleratore contro la crisi siriana. Bergoglio ha scritto al presidente russo Vladimir Putin in occasione del G20 di San Pietroburgo: ha rivolto ai leader mondiali un ”sentito appello” contro ”l’inutile massacro” in Siria, chiedendo loro di ”non rimanere inerti” e ribadendo che una ”soluzione militare” non servirebbe a niente.

Nelle stesse ore in Vaticano si è svolto un incontro con 71 rappresentanti diplomatici accreditati presso la Santa Sede in cui il ”ministro degli Esteri” mons. Dominique Mamberti ha esposto l’azione della Santa Sede per la pacificazione della Siria e del Medio oriente e il senso della veglia indetta da papa Bergoglio in piazza San Pietro.

”Troppi interessi di parte – scrive il Pontefice nella lettera a Putin, nella quale pure c’è un’ampia sezione sulla necessità di governare la crisi economica salvaguardando la dignità di tutti, e non solo dei paesi G20 – hanno prevalso da quando è iniziato il conflitto siriano, impedendo di trovare una soluzione che evitasse l’inutile massacro a cui stiamo assistendo. I leader degli Stati del G20 – chiede papa Francesco – non rimangano inerti di fronte ai drammi che vive già da troppo tempo la cara popolazione siriana e che rischiano di portare nuove sofferenze ad una regione tanto provata e bisognosa di pace”.

La lettera a Putin, pur nella tradizione dei papi in analoghe occasioni, mettendo l’accento sui rischi di conflitto in Siria è un ulteriore intervento del Pontefice, che dall’Angelus di domenica non cessa di richiamare l’attenzione sulla necessità di pacificare l’area, mentre gli Stati Uniti valutano la possibilità di intervenire militarmente contro la Siria.

Mons. Mamberti davanti agli ambasciatori accreditati ha sottolineato in particolare tre punti: adoperarsi per il ripristino del dialogo fra le parti e la riconciliazione del popolo siriano; preservare l’unità del Paese e la sua integrità territoriale; dare garanzie alle minoranze. La linea della Santa Sede è che ”non si può tacere” e bisogna tentare di ”far cessare ogni violenza”, garantendo il ”rispetto del diritto umanitario e l’assistenza umanitaria”.

E’ stata invece smentita la voce che il Papa avesse telefonato personalmente al leader siriano Assad. L’Osservatore romano – che titola a tutta pagina ”Vana la pretesa di una soluzione militare” – dà anche notizia di una lettera dei vescovi americani al presidente Obama, contro un intervento militare in Siria.

Un forte momento di sensibilizzazione per la pace in Siria e Medio oriente dovrebbe essere, nelle intenzioni del Papa e della Santa Sede, la veglia in piazza San Pietro sabato prossimo. Circa quattro ore durante le quali papa Francesco terrà una meditazione, ci saranno diversi momenti liturgici e di preghiera e tra l’altro saranno lette alcune preghiere dei papi per la pace, tra cui una scritta da Pio XII per affidarla ai bambini. L’invito alla veglia è per tutti, cattolici, cristiani, esponenti di altre religioni e uomini di buona volontà.

giovanna.chirri@ansa.it

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