Presidente Maduro invita a pregare per la pace. L’appello di Amnistia Internazionale

CARACAS – “Una preghiera per la pace in Siria”, l’appello di Papa Francesco al mondo è stato raccolto dal presidente della Repubblica, Nicolàs Maduro, che ha invitato i venezolani a far proprio l’invito del Sommo Pontefice.

– Noi – ha sottolineato il capo dello Stato che in più occasioni ha accusato gli Stati Uniti di voler bombardare e invadere la Siria – difendiamo la pace, desideriamo la pace. Anche noi digiuneremo e pregheremo.

Ma mentre il presidente Maduro invita a pregare per la pace in Siria, Amnistia Internazionale esorta il governo venezolano a non abbandonare la Convenzione dei Diritti Umani.

“La decisione di ritirarsi dalla Convenzione dei Diritti Umani – ha scritto in un comunicato   Amnistia Internazionale – è una offesa per tutte le vittime di violazione e rappresenta un grave rischio per le generazioni future”.

Amnistia Internazionale, nel suo comunicato, lancia l’allarme:

“La decisione del Venezuela, che entrerà in vigore dal 10 settembre, lascerà senza la protezione della ‘Corte Interamericana de los Derechos Humanos’ a tutti i cittadini in Venezuela”.

E sul tema della violenza e dei Diritti Umani, è intervenuto anche il leader dell’Opposizione, Henrique Capriles Radonski. Il governatore dello Stato Miranda, riferendosi alle recenti dichiarazioni del capo dello Stato contro la guerra in Siria, ha accusato il presidente Maduro di darsi pensiero per quel che accade fuori dalle frontiere venezuelane mentre nel Paese è sempre più pressante la condizione di insicurezza dei cittadini.

Capriles Radonski, che come il presidente Maduro ha invitato ad aderire all’iniziativa di Papa Francesco, ha sottolineato che il governo “dovrebbe preoccuparsi dei problemi dei venezolani”.

– Vogliamo precisare – ha puntualizzato Capriles Radonski – che siamo contro ogni manifestazione di violenta, contro ogni guerra. Abbiamo una guerra interna e il governo non dice nulla. Eppure dovrebbe preoccuparsi di risolvere i problemi che oggi soffriamo tutti i venezolani.