Pd avverte: “Non restiamo con il cerino in mano”

Pubblicato il 10 settembre 2013 da redazione

ROMA  – Prima la quasi certezza che la crisi fosse ad un passo. Poi lo spiraglio che viene letto nelle mosse ‘dietro le quinte’ del Pdl in attesa di verificarne la veridicità sul campo. Il ‘borsino’ del Governo, legato a doppio filo con i lavori della Giunta e, dunque, con le sorti di Berlusconi, segna – giocoforza – anche l’atteggiamento dei democrat che però alla linea della fermezza non vogliono rinunciare. La mancata accelerazione del Pdl sulla strada della caduta del Governo Letta viene infatti accolta ancora con diffidenza nel partito democratico sempre più impegnato, internamente, nella stagione pre-congressuale. E anche in questa chiave cresce sempre più il timore di restare con il cerino in mano.

Largo Nazzareno mostra però i muscoli e assicura che “il rispetto della legge” viene prima di qualsiasi altra cosa. Stesso discorso vale nel gioco dello scambio di accuse con il Pdl su chi si debba addossare la responsabilità di una eventuale crisi. Una linea che è stata ribadita dal segretario, Guglielmo Epifani, nelle diverse riunioni che ha avuto per tutto il giorno. Ha fatto il punto con i capigruppo di Camera e Senato Roberto Speranza e Luigi Zanda, ha visto i componenti della giunta delle elezioni e la presidente della commissione Affari Costituzionali Anna Finocchiaro. Ha sentito al telefono il premier Enrico Letta. I Dem – viene ribadito – non sono disponibili a scambiare la durata del governo con il rispetto del principio di legalità.

– Da parte del Pd – sottolinea il responsabile giustizia Danilo Leva – ci sarà massima serietà nel garantire il rispetto dei regolamenti della Giunta. I colleghi del Pdl sappiamo che ogni maldestro tentativo dilatorio sarà inutile. Noi non consentiremo giochi di prestigio.

E se le fibrillazioni della maggioranza pesano, si lavora comunque per predisporre la macchina congressuale. E continuano, mentre in queste ore stanno partendo le lettere per la convocazione dell’assemblea del 20 e 21 settembre, i posizionamenti in vista della corsa per la segreteria. In questo senso i bersaniani sarebbero sempre più vicini ad appoggiare la candidatura di Gianni Cuperlo. Una posizione emersa in una riunione che l’ex leader ha tenuto con i suoi. E la linea emersa è quella di dare decisamente battaglia in vista del congresso. Portando un sostegno che contribuisca anche a cambiare un po’ la percezione che c’è stata finora di una candidatura letta spesso come troppo schiacciata sulle vecchie appartenenze e, dunque, allargarne le potenzialità. Tra Renzi e Cuperlo – si sottolinea in area bersaniana – c’è un vasto campo che non ha ancora deciso da che parte stare e che va ‘conquistato’. E già oggi dovrebbe esserci un incontro tra Cuperlo e alcuni dirigenti vicini a Bersani anche per definire le modalità del sostegno alla candidatura e discuterne le linee programmatiche.

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(ANSA) - ROMA, 16 DIC - "Dispiace sicuramente aver perso, un po' di più perché è passato un po' di tempo dall'ultima e non eravamo più abituati". E' amareggiato il tecnico dell'Inter, Luciano Spalletti, dopo il primo ko stagionale, contro l'Udinese. "Ma ce la siamo un po' andati a cercare - le sue parola a Premium - perché nel 2/o tempo abbiamo sbagliato troppo, siamo stati timidi e poi loro sono stati bravi, hanno fatto valere la loro fisicità. Oggi non ci è girata tanto bene". Spalletti esclude che il ko possa essere 'figlio' di un calo fisico: "No, assolutamente. L'aspetto fisico mi è sembrato a posto ma nella ripresa abbiamo sbagliato molto tecnicamente e dove abbiamo aumentato la distanza tra i reparti. La differenza l'ha fatta la gestione errata della palla. Il gruppo in testa ha fatto un girone d'andata tutto in volata, è stato uno sprint continuo. Ora chiaramente chi si siede un attimo rischia di essere superato. Noi non volevamo questo, eravamo convinti di fare un'altra prestazione che evidenziasse la nostra crescita".

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(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 16 DIC - Due giovani studenti, impossibilitati a frequentare le lezioni perché figli di un testimone di giustizia e a rischio di perdere l'anno scolastico, hanno seguito un programma mirato di formazione che alterna lezioni domiciliari ad attività didattiche a distanza. E' la soluzione - resa nota dalla Prefettura di Reggio Calabria - trovata grazie alle sinergie istituzionali che si sono attivate dopo la segnalazione di un sacerdote. Le linee guida operative obbligano all'adozione di rigide misure di sicurezza, per cui gli studi dei due ragazzi erano a rischio. Dopo la segnalazione ricevuta l'istituto scolastico reggino e l'Ufficio scolastico provinciale, è stato avviato un dialogo per individuare le più idonee soluzioni per garantire le esigenze di protezione con quelle del diritto allo studio ed alla formazione. "Le buone prassi devono diventare la regola: anche per questo è importante che il Senato approvi definitivamente la riforma sui testimoni di giustizia, commenta il deputato Pd Davide Mattiello.

19:05Trasferimento beni: giudizio immediato per Massimo Nicoletti

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Richiesta di giudizio immediato della Procura di Roma per Massimo Nicoletti, figlio di Enrico, quest'ultimo ritenuto dagli inquirenti l'ex cassiere della banda della Magliana. Il pm Luca Tescaroli gli contesta l'accusa di trasferimento fraudolento di beni finalizzato ad eludere la normativa antimafia in materia di misure di prevenzione patrimoniale. La richiesta di immediato è estesa anche a Mario Mattei, considerato un prestanome di Nicoletti. Il gip Flavia Costantini ha fissato la data del 14 febbraio prossimo per l'esame della richiesta. I due imputati avranno facoltà di chiedere di essere giudicati con il rito abbreviato.

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