Berlusconi, slitta il voto in Giunta

Pubblicato il 10 settembre 2013 da redazione

ROMA – Dopo lo scontro di lunedì, toni più distesi nella nuova riunione della Giunta sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, iniziata poco dopo le 20 a Sant’Ivo alla Sapienza. Dopo una giornata di vertici e di lavorio delle diplomazie, il risultato è stato il rinvio del voto in Giunta.

Una serie di incontri che ha avuto il suo clou a palazzo Chigi dove il premier Enrico Letta ha incontrato prima il vicepremier e segretario del Pdl Angelino Alfano, accompagnato dai ministri Pdl, e poi il segretario del Pd Guglielmo Epifani. Niente di ufficiale emerge dagli incontri, ma fonti governative spiegano che a palazzo Chigi la sensazione che si ha è che “la responsabilità finirà per prevalere” e che “ci saranno le condizioni per andare avanti”.

Da registrare, intanto, il rinvio dell’assemblea dei gruppi di Camera e Senato del Pdl, alla presenza di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, riferiscono fonti parlamentari, non rientrerà a Roma e resterà ad Arcore anche mercoledì.

Tornando al Senato, la soluzione per evitare la rottura sembra essere quella di trasformare le tre pregiudiziali di costituzionalità sulla legge Severino presentate lunedì da Andrea Augello in considerazioni preliminari confluendo nella relazione. Una mossa che permetterebbe di non avere più i tempi contingentati e di far slittare il voto di un paio di giorni.

Un rinvio che non piace al M5S.

“Pdl fa slittare il voto. Solita melina berlusconiana per salvare un condannato a 4 anni” denuncia via twitter il gruppo M5S del Senato. Mentre il segretario del Pd GuglielmoEpifani, può anche essere ”giusto” avere più tempo per discutere e far passare qualche giorno ma alla fine la Giunta deve prendere una decisione: perché se la giunta non si pronunciasse sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore sarebbe come piegare “agli interessi di qualcuno. In uno stato democratico sarebbe come affermare la legge del più forte, la legge della giungla”.

In questo clima piombano le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che suonano come un ulteriore monito ad evitare la caduta dell’esecutivo.

– Se noi non teniamo fermi e consolidiamo questi pilastri della nostra convivenza nazionale tutto è a rischio, tutto può essere a rischio – ha detto il capo dello Stato in occasione dell’incontro al Quirinale con una delegazione del comune di Barletta per il 70° anniversario della ribellione all’occupazione nazista della città.

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