BODYBOARD. Margarita ospiterà nuovamente una tappa del tour mondiale

CARACAS – Ci sono molti sport che si possono fare sulle spiagge dell’Isola di Margarita, ma indubbiamente uno dei più gettonati è il bodyboard. E’ praticato sia dai ‘margariteños’ che dai turisti che arrivano sull’isola per trascorrere una vacanza ‘on the board’. Per tutti loro, e per quelli che amano l’oceano e vogliono dimostrare la propria abilità nell’equilibrio sulla tavola, Playa Parguito, nell’Isola di Margarita, ospiterà per il terzo anno consecutivo una tappa del “Campionato Mondiale di Bodyboard” che si svolgerà dal 7 al 12 ottobre. All’evento parteciperanno 250 atleti provenienti da 20 paesi tra cui spiccano Stati Uniti, Brasile, Australia, Francia, Spagna e Portogallo.

Per il Venezuela ci sarà Lumar Guittard, la massima rappresentante nazionale del bodyboard ed una delle migliori al mondo. L’atleta ‘caraqueña’ da diversi anni lavora per far crescere la diffusione di questo affascinate sport in Venezuela. La manifestazione permetterà alle giovani promesse ‘criolle’ di lottare con atleti di caratura mondiale.

L’evento ha ottenuto l’omologazione della International Bodyboarding Associations (Iba), l’Asociación Latinoamericano de
Bodyboard (Alb) e la Federación Venezolana de Surfing (Fvs): i punti in palio saranno valevoli per il ranking mondiale oltre che per quello latinoamericano.

Nel torneo femminile i domatori di onde saranno impegnati nel dropknee (è una tappa del Grand Slam cinque stelle), mentre in quello maschile sarà garantita la qualificazione al Grand Slam a sei stelle.

“Quest’anno ci saranno altre innovazioni nel BPF, abbiamo aggiunto la modalità del Dropknee femminile per incentivare la conoscenza di questo sport tra le ragazze. Ogni anno aumenta il numero di atlete che vogliono entrare nel tour mondiale e mi sembra giusto che anche le ragazze abbiano l’opportunità di cimentarsi nel mondo del dropknee, che consiste nel domare le onde sulle ginocchia” spiega Guittard.

Come ogni anno, per il post gara è stato organizzato un ‘terzo tempo ecologico’, in cui i partecipanti aiuteranno a pulire la spiaggia su cui si è svolto il torneo.

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