11/S – L’America si ferma, il tributo alle vittime delle “Torri Gemelle”

NEW YORK – Gli Stati Uniti si sono fermati per ricordare il 12esimo anniversario dell’11 settembre 2011: il presidente Barack Obama ha osservato un minuto di silenzio alla Casa Bianca e poi ha partecipato alle commemorazione al Pentagono. Wall Street si è fermata in coincidenza con i due attacchi e i successivi crolli delle Torri Gemelle. Le campane hanno suonato in ricordo di quella giornata che, quest’anno, segna anche l’anniversario dell’attentato dell’11 settembre 2012 a Bengasi, dove perse la vita l’ambasciatore americano Chris Stevens. E per uno strano scherzo del destino, ieri è stato anche il compleanno di Bashar al Assad, la nuova minaccia per l’America che il segretario di Stato John Kerry nei giorni scorsi ha paragonato a Adolf Hitler e Saddam Hussein.

– Finchè ci saranno pericoli bisogna restare vigili per difendere il nostro Paese – ha affermato Obama dal Pentagono, dicendosi ”onorato” di poter essere con i familiari delle vittime dell’11 settembre 2001.

– Le vostre vite sono il più grande tributo per coloro che abbiamo perso. E nel vostro resistere ci avete insegnato che non ci sono problemi o calamità che non possiamo superare – ha scandito Obama -. Preghiamo per tutti coloro che si sono fatti avanti in questi anni di guerra, come i diplomatici in posti pericolosi come abbiamo visto esattamente un anno fa a Bengasi, ma anche per tutte le donne e gli uomini in uniforme.

Proprio per non ripetere la tragica esperienza di Bengasi, l’amministrazione ha intensificato le misure di sicurezza nelle sedi americane in giro per il mondo in occasione dell’anniversario. L’obiettivo, ha spiegato la Casa Bianca, è stato quello di “prevenire eventuali attacchi e garantire la protezione delle persone e delle strutture degli Stati Uniti all’estero: gli eventi dello scorso anno, con la perdita di quattro coraggiosi cittadini americani, hanno messo in luce la realtà delle sfide che dobbiamo affrontare nel mondo”.

Anche New York ha ricordato quel giorno di 12 anni fa. Al World Trade Center, come ogni anno, sono stati letti i nomi delle vittime: è stata una cerimonia un pò sotto tono rispetto al passato ma il messaggio è stato quello di una città che non dimentica e che nello stesso tempo vuole guardare avanti. Una città che è cambiata, e che ora ha 3 milioni di persone che allora non c’erano. La Freedom Tower è orami completata dal punto di vista architettonico, anche se resta ancora disabitata e soprattutto incontra difficoltà a trovare inquilini disposti a pagare le maxi-cifre richieste. Aprirà invece fra qualche mese, in primavera, il ‘September 11th Memorial Museum’, il museo della memoria, con i reperti della strage del World Trade Center, fra cui la simbolica croce di metallo

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