L’Europa a Trieste, faccia a faccia istituzioni-cittadini

TRIESTE. – Curiosi, spesso critici, a volte delusi ma irreversibilmente europei. Sono gli sloveni, i croati, gli austriaci, gli italiani che hanno affollato le sale della Stazione Marittima di Trieste per partecipare al ‘Dialogo con i cittadini’ organizzato dalla Commissione europea, e che non hanno risparmiato domande e rilievi al ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi, alla vicepresidente della Commissione Viviane Reding e a questa Europa che non convince fino in fondo ma della quale non si può fare a meno. “Pensi che la tua voce sia ascoltata in Europa?”. Alla domanda preparata a Bruxelles e rilanciata ai 500 intervenuti – giovani, professionisti, ricercatori, imprenditori – il 57% ha risposto “no”, facendo riflettere ad alta voce Moavero sul fatto che è “sintomatica di qualche attesa delusa”. Reding, tornata dopo dieci anni in una Trieste che “non è più una città di frontiera” ma quasi il “centro” della nuova ‘grande’ Europa, ha tenuto a sottolineare che “noi europei dovremmo parlare molto più di quello che ci unisce rispetto a ciò che ci divide”. E ha rassicurato: “non abbandoneremo il modello della solidarietà, non andremo contro la libera circolazione” dei cittadini europei che è un bene da proteggere. A quel 71% che nelle due ore del faccia a faccia di Trieste si è detto comunque convinto di “essere più forte grazie alla cittadinanza europea”, ma anche ai ‘dissidenti’, Moavero ha ribadito che “l’Europa siamo noi”. E, da vecchio europeista, ha lanciato una frecciata a chi, nelle stanze del potere dei Ventotto, ama addossare all’Unione molti oneri e pochi onori. “La cosa peggiore dopo molte riunioni dei ministri” a livello europeo è “che si torna a casa dicendo: ‘queste misure me le ha imposte l’Europa”, ha scandito il ministro, ricordando a tutti che “questo modo di colpevolizzare l’Europa non è un buon servizio”. Serve, ha detto, “una educazione civica nazionale ed europea”. E ce n’è stato – stavolta da parte della vicepresidente Reding – anche per i media che “filtrano” notizie ed eventi secondo un’ottica nazionale senza dare “abbastanza informazione” su quanto avviene a Bruxelles. Nel 29/mo ‘Dialogo con il cittadini’, il sesto in Italia e il primo transfrontaliero, nessuno ha taciuto ed è, anche questo, un patrimonio di civiltà che l’Europa – ormai lontana dalla guerra, ha ricordato Moavero – ha saputo costruire.

(Eloisa Gallinaro/ANSA)