Santanchè sfida Alfano: “Non è lui il leader”

ROMA  – E’ ufficialmente aperta la caccia al segretario del Pdl: la guida – senza nascondersi – Daniela Santanchè che ieri, in una intervista al ‘Tempo’, ha detto con la consueta’ franchezza che nella nuova Forza Italia non ci sarà spazio per Angelino Alfano.

– Sarà un partito presidenziale, con a capo Berlusconi e senza segretario. Così elimineremo tutti quei lacci e lacciuoli tra la gente e il presidente – ha perfidamente assicurato la ‘pitonessa’ in un nuovo affondo per il posizionamento prossimo futuro che ha dato un’altra spintarella alla spaccatura del partito.

Immediata infatti è partita la controffensiva delle colombe che hanno risposto, più o meno garbatamente, alla Santanchè. Prima fra tutte la compagine ‘governativa’ del Pdl

– La dichiarazione di Daniela è inopportuna; sembra che la sua intenzione sia quella di spaccare il partito – ha replicato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Piu’ articolata la reazione di Fabrizio Cicchitto che si è detto ”molto sorpreso per la polemica dell’on.le Santanché nei confronti di Angelino Alfano”.

– Una polemica sbagliata nei contenuti e – ha aggiunto – nel momento scelto, visto che questo dovrebbe essere il momento dell’unità e non della divisione.

Ma se i falchi restano nell’ombra e non scendono in campo per difendere la pitonessa, lei spinge sull’acceleratore evidenziando tutti gli errori commessi, a suo avviso, dai pontieri Pdl che hanno sempre suggerito cautela al Cavaliere.

– La strategia che il Pdl ha usato fino a oggi è stata una rovina assoluta, abbiamo solo perso tempo senza ottenere nulla. Bisogna cambiare – affonda nell’intervista.

A parte Daniele Capezzone che rileva di aver visto una reattività esagerata contro la Santanchè, con ”toni eccessivi e fuori misura”, nel Pdl molti sono preoccupati di non alzare troppo il livello di uno scontro che sembra stia sfuggendo di mano anche al leader Silvio Berlusconi.

– A chi giova l’azione privata e pubblica di personaggi che usano la vicinanza vera o presunta al presidente Berlusconi per fomentare divisioni risibili tra falchi e colombe credendo di averne improbabili vantaggi? – si chiede infatti il presidente dei deputati del Pdl, Renato Brunetta centrando forse il cuore del problema -. Questo vociare da comari e compari golosi di predilezioni e di incarichi deve finire al più presto – aggiunge Brunetta.

Della situazione ne approfitta il deputato di Scelta Civica, Gianfranco Librandi che mette il dito nella piaga:

– L’eredità che il Cavaliere si appresta a consegnare al popolo dei moderati è il ritorno a un partito di vent’anni fa, Forza Italia, guidato dall’armata Brancaleone Santanchè, Verdini, Capezzone e Brunetta.