New York: Laura Curino racconta “Olivetti, le radici di un sogno”

NEW YORK.-  “Il primo oggetto di design che entrò in casa mia fu una ‘Lettera 32’. La mia prima macchina da scrivere. La macchina, portatile, mi seguiva sul treno, dandomi un mestiere. Era un attrezzo riconoscibile. E bello. Un prodotto industriale, ma bello. Olivetti, questa volta era entrato in casa mia”. L’autrice e attrice italiana Laura Curino usa queste parole per raccontare la sua prima esperienza con quello che ormai si è trasformato in un vero e proprio oggetto di culto. Tanto da ispirare il monologo “Olivetti, alle radici di un sogno”, scritto da lei nel 1996 a quattro mani insieme a Gabriele Vacis. Una storia che Curino non si stanca mai di raccontare da quando la fabbrica di Ivrea ha chiuso i battenti. L’attrice tornerà in scena all’Istituto italiano di cultura di New York il prossimo 26 settembre alle 18 con lo spettacolo che verrà messo in scena in lingua originale e con sovratitoli in inglese. Dopo lo spettacolo si terrà una conferenza in lingua inglese di Roberta Carpani, docente all’Università cattolica del Sacro Cuore, dal titolo “The passion in a room”. (Cle)

SCHEDA / L’AUTRICE E LO SPETTACOLO

Laura Curino è nata a Torino il 26 gennaio 1956. E’ tra i fondatori del Laboratorio Teatro Settimo. E’ autrice ed attrice di numerosi spettacoli tra cui “Stabat Mater”, “Passione”, “Canto per Torino”, “Adriano Olivetti”, “Una stanza tutta per me”. “Olivetti, alle radici di un sogno” nasce nel 1996 ed è stato realizzato con l’aiuto di biografie, interviste e testi letterari: “Indispensabile – spiega Laura Curino – mi è stata l’arguta descrizione che di lui fa Natalia Ginzburg in Lessico Familiare”. L’autrice, insieme a Gabriele Vacis, ne ha ricostruito la vita e le idee innovative. “E’ il racconto epico di un’avventura – racconta Curino – e in quanto tale avvincente, pieno di colpi di scena, di prove da superare, di lotte, di amori, di eroi. La cosa più straordinaria è che è tutto vero”.

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