Le vicende del Cavaliere dividono gli italo-venezolani

Pubblicato il 20 settembre 2013 da redazione

CARACAS – La condanna a carico di Silvio Berlusconi per frode fiscale ha fatto il giro del mondo scatenando polemiche e sollevando riflessioni sul suo destino politico. È stato scritto e detto tutto ed il contrario di tutto. Ma cosa ne pensa la nostra Comunità di quanto sta accadendo oggigiorno in Italia? Sotto una pioggia battente abbiamo avuto modo di intervistare alcuni connazionali al Centro Italiano-Venezolano, incontrando il loro interesse, la loro simpatia ed anche un pizzico di rabbia.

Due domande chiare e dirette: Berlusconi deve continuare a fare il parlamentare dopo essere stato condannato dalla Magistratura o la legge deve essere applicata come per qualsiasi altro cittadino?  E ancora: pensa che il Cavaliere debba continuare ad essere il leader del Pdl?

«Una pagliacciata politica!». Non usa mezzi termini Stefania Cavallin che prova a mettere l’accento sui problemi reali del Paese. «Si prendono cura di cose che in realtà non sono importanti. Destra e sinistra dovrebbero farsi da parte e sarebbe necessario rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per uscire dalla crisi». Nonostante stia lasciando intendere una sorta di mancato collegamento tra politica e società, la signora Stefania riconosce comunque alcuni meriti dell’ex-premier. «Ha commesso degli errori, ma ha fatto anche delle cose buone».

Giuseppe Schettino si accende una sigaretta e ci spiazza un po’ con la sua risposta. «L”80%  degli italiani lo fa!». L’evasione fiscale intesa come qualcosa di assolutamente normale. Una specie di cattiva abitudine. C’è da augurarsi che la statistica che ci offre il signor Giuseppe sia quanto meno “gonfiata”. «Hanno messo Berlusconi sul banco degli imputati per una cosa che in realtà fanno tutti». E riguardo alla leadership del centro-destra: «Credo che i suoi lo vogliano ancora al comando».

Non appena smette di piovere un gruppo di ragazzi comincia a giocare calcio accanto al parcheggio. Mentre il signor José Gammiero li osserva, tra una risata e l’altra, afferma: «Certo. Si deve applicare la legge come per qualsiasi cittadino». Il parere questa volta è netto, anche se José da lo stesso triste giudizio sulla diffusione del fenomeno dell’evasione fiscale in Italia. «Berlusconi si è fatto beccare con le “mani nel sacco” e per questo si deve applicare una pena, anche per dare un esempio. Tra l’altro è una persona che non aveva alcuna necessità di farlo, considerato che è uno degli uomini più ricchi del mondo. Va detto però che chissà quanti senatori o deputati si saranno comportati e continueranno a comportarsi esattamente allo stesso modo!».

La sera si avvicina ed i punti di vista oscillano. «Sono davvero stupito per questa decisione! Non credo che Berlusconi sia colpevole. Lui che è stato Presidente del Consiglio», trattiene a stento lo sdegno il signor Antonio Dal Buono, seduto al bar. «Ci sono tante invidie e maschere nella politica. Berlusconi è un uomo capace e deve continuare a lavorare per il Paese a testa alta. È un personaggio ed una figura importantissima per l’Italia».

Lo scetticismo nei confronti della decisione dei giudici, in quasi tutti i casi,  risponde al fatto di concepire la politica come un gioco di interessi che allunga le sue mani su tutte le sfere. Carlo Savarese segnala: «Berlusconi ha tanti nemici che vogliono distruggerlo. Inoltre, credo che l’accusa non si possa provare veramente». E si spinge oltre:  «Ce ne sono tanti peggiori di lui. Berlusconi ha una grande esperienza e ha fatto molto per la politica italiana, pertanto credo che debba continuare a fare il parlamentare anche se è stato condannato».

Tra musica, festa ed un sorriso in più, Maria Balestra sostiene: «non ha a che fare con il fatto che sia senatore o meno. Ha commesso un reato e la legge deve essere applicata». Più che coinvolgere la politica, la posizione sociale, oppure gli interessi, mette l’accento sull’equità. «È un essere umano e non perché sia senatore deve avere dei privilegi. Se viceversa fosse così, a cosa servirebbero le leggi?». Una domanda che certamente dovrebbe far riflettere.

Un’altra intervistata è stata Liliana Oprandi che racconta con grande emozione: «Non so se veramente meriti questa condanna, però se ha commesso un reato, la legge è e deve essere uguale per tutti». Per molti, anche se Berlusconi è stato condannato dalla Magistratura, vi sono ancora riserve e dubbi sull’imparzialità di quest’ultima. «Ripeto: non so se quella tesi è vera». E chiude: «Certo è che se io ho appena una piccola casetta nel Belpaese e devo pagare le tasse, lui deve fare lo stesso per le sue proprietà e per gli errori che ha commesso».

Al di là dei pareri frammentati, è evidente che la Comunità italo-venezuelana sia molto interessata a quanto accade in Italia. Oltre alla distanza ed al tempo, i vincoli si mantengono forti. Nonostante l’imparzialità e l’efficienza del sistema giudiziario e dell’intero quadro politico italiano continui ad essere messa in discussione dai nostri connazionali.

Arianna Pagano –Yessica Navarro

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