Istat, giù il fatturato, altro freno alla ripresa

ROMA  – Il giro d’affari dell’industria italiana a luglio torna ad avvitarsi dopo i passi in avanti, seppur piccoli, fatti nei mesi precedenti. Ad affossare i ricavi è sempre il mercato nazionale, con la domanda interna che langue. Ma questa volta neppure l’estero aiuta. Anche gli ordini subiscono un arretramento che pone dei dubbi sul resto dell’estate. Le commesse, infatti, indicano quanto l’economia ‘tira’, anticipando in parte gli andamenti futuri.

I dati arrivano dall’Istat, che per luglio certifica un fatturato in discesa dello 0,8% rispetto a giugno e del 3,6% nel confronto annuo. Cifre che pesano come un macigno sulle prospettive di ripresa e che vanno a confermare il calo della produzione registrato per lo stesso mese. Le perdite più forti l’Istat le rileva sul territorio nazionale, tuttavia anche sui mercati esteri la raccolta è negativa, segno di un export che non può sempre riparare a un mercato interno depresso. Guardando ai diversi comparti, rispetto a giugno sono soprattutto i beni di consumo ad andare giù (-1,6%). Mentre su base annua a flettere sono quasi tutti i settori, in particolare si registra un crollo per la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-13,1%).

Passando alle commesse, l’exploit di maggio risulta completamente bruciato dai cattivi risultati degli ultimi due mesi. A luglio gli ordinativi dell’industria cedono lo 0,7% su giugno e il 2,2% a confronto con lo scorso anno, risentendo soprattutto del tonfo nel comparto dei mezzi di trasporto (-21,1%), mentre il Made in Italy la spunta grazie alla crescita a doppia cifra degli ordini per il tessile-abbigliamento (+10,8%).