Boldrini contrattacca: “Grillo? Un estremista talebano”

ROMA – Non pago della battaglia che da tre giorni i Cinque Stelle hanno ingaggiato contro la presidente della Camera, Beppe Grillo assesta un nuovo colpo a Laura Boldrini che, questa volta, gli risponde per le rime.

Lui accusa la terza carica dello Stato di nascondersi vigliaccamente dietro lo scudo “femminile” per occultare la sua “inadeguatezza”. “Si sente Giovanna D’Arco, ma è soltanto una nominata” azzanna Grillo. Poi, come se non bastasse, l’accusa di aver cancellato la ‘traccia’ alla base della sua critica. Ovvero, il tweet in cui la stessa Presidente della Camera parla degli attacchi alla sua persona come di una “offesa a tutte le donne”.

La Presidente lì per lì non ribatte, si limita genericamente ad osservare che “il tempo dedicato alle offese e alle ingiurie è tempo perso”. E che “gli insulti, le ingiurie appartengono ad un’altra cultura” che non le appartiene. Poi però sbotta. La misura è colma.

– Pensavo di aver visto l’estremismo fondamentalista in Afghanistan al tempo dei talebani, evidentemente non avevo ancora visto tutto.. – dice durante la sua visita alla Fiera del Levante a Bari.

Non basta però l’attacco alla terza carica dello Stato, difesa con vigore da Nichi Vendola (“l’idea di poter insultare la Boldrini perché donna é retaggio di una sottocultura che abbiamo sopportato per 20 anni e che Grillo recupera”). Grillo se la prende anche con la Consulta, rea di “sonnecchiare” sulle cose importanti, come la messa in mora del Porcellum.

“La Corte Costituzionale non ha mosso un dito, ma ha agito invece con la velocità di un lampo per impedire l’abolizione dello spreco delle Province e dei privilegi delle pensioni d’oro. E sul lodo Alfano”. Dal M5S arriva poi anche un attacco al Capo dello Stato: ad sferrarlo è un deputato, Manlio di Stefano, che critica l’invito del Colle a porre un freno allo scontro tra politica e giustizia.

– Non c’é una guerra in atto tra PM-politici, ci sono solo politici che delinquono da 50 anni e PM che indagano – afferma Di Stefano che invita Napolitano a rassegnare le dimissioni.

Intanto, mentre assesta colpi nel segno della più tradizionale guerra contro tutti, Beppe Grillo studia con Gianroberto Casaleggio la ‘campagna d’Ottobre’ del M5s, la nuova strategia da mettere in campo con il prossimo V-Day. Ieri il leader genovese ha incontrato con Casaleggio i consiglieri lombardi a Cinque Stelle per una riunione definita molto “easy”, ma in cui è stato affrontato anche il tema della nuova piattaforma web. Quella che dovrebbe, tra l’altro, avviare lo scottante confronto con la base sulla legge elettorale. La prossima settimana riprenderanno nella sede della Casaleggio anche gli incontri con i parlamentari sulla strategia di comunicazione. Che, in vista del V-Day, dovrebbe concentrarsi tutta sulla crisi economica e sulla ridiscussione delle condizioni di partecipazione dell’Italia all’Ue. La ‘linea’ è data e l’intervista su questi temi di Grillo al Die Zeit, enfatizzano nel suo entourage, è quella “definitiva”.