L. Stabilità, Camusso: “Giù le tasse sul lavoro o mobilitazione”

ROMA – Bisogna redistribuire il reddito e ridurre le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni: se la legge di stabilità non darà risposte in questo senso, “non si potrà che procedere con la mobilitazione unitaria”. Il pressing dei sindacati si traduce in un avvertimento nelle parole del leader della Cgil, Susanna Camusso. Che torna anche a sollecitare il governo a “convocare un tavolo” di confronto con le parti sociali, segnalando su questo già un “grande ritardo”. Alla richiesta (reiterata la scorsa settimana con una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil) arriva l’assicurazione del premier Enrico Letta, in viaggio di lavoro tra Canada e Usa.

– Sono convinto che Confindustria e sindacati faranno parte di un lavoro comune: ci siamo parlati e ci parleremo prima della legge di stabilità – dice il presidente del Consiglio, non negando che la stessa legge di stabilità rappresenti “un passaggio chiave” per il futuro della ripresa.

Il sindacato è pronto al confronto, replica il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, che però avvisa sulla necessità di un intervento fiscale “drastico”.

– Una cosa deve essere chiara: il sindacato si mobiliterà per favorire la stabilità politica e per far ripartire l’economia attraverso un taglio drastico delle tasse per lavoratori, pensionati e imprese che investono.

Ma anche il fronte industriale non molla la presa: il taglio del cuneo fiscale è “il banco di prova delle buone intenzioni” di questo governo, insiste il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ribadendo che lo stop dell’aumento dell’Iva da ottobre “non è la cosa prioritaria”. Proprio l’esigenza (ritenuta non più rinviabile) di alleggerire il carico fiscale su lavoro e imprese, riducendo il prelievo (con detrazioni) sui redditi di lavoratori e pensionati da un lato ed eliminando la componente lavoro dalla base imponibile Irap dall’altro, è del resto tra i punti cardine del Patto di Genova sottoscritto dagli stessi leader di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil esattamente tre settimane fa. Accompagnato dalla richiesta dell’avvio di una discussione con il governo e soprattutto di un cambio di marcia in direzione del lavoro e della crescita. ”

– Credo che il documento comune sindacati-Confindustria – afferma ancora Letta – sia un punto importante. Proseguiremo a lavorare assieme.

Camusso incalza sulle priorità.

– Nessun meccanismo che ragioni di Iva e Imu – afferma – raggiunge l’obiettivo di ridistribuire il reddito e ridurre la tassazione su lavoratori dipendenti e pensionati. Il dibattito che c’è non convince, per usare un eufemismo, sembra ci sia uno schema di galleggiamento – afferma al termine del direttivo di Corso d’Italia.

Il messaggio dunque è chiaro:

– Se la legge di stabilità non scioglie questo nodo non si potrà che procedere con la mobilitazione. Senza risultati – ribadisce Camusso – si deve avviare una stagione unitaria di mobilitazione.

Convinta che “le condizioni per fare una legge di stabilità con questa caratteristiche ci sono, se c’è la volontà politica”. Anche per il leader della Uil, Luigi Angeletti, come aveva già detto nei giorni scorsi, la via è segnata:

– Siamo pronti a dire al governo come si riducono le tasse sul lavoro e la spesa improduttiva. Se non ci ascolta, non resteremo a guardare.

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