Telecom parla spagnolo

MILANO – Telefonica offre 1 euro per azione e acquista parte delle quote Telco, la holding che controlla il 22,4% di Telecom da Mediobanca, Generali e Intesa Sanpaolo. Un’operazione complessa che vede gli spagnoli, in questa prima fase, salire dal 46 al 65% di Telco, con un’opzione per incrementare a breve la partecipazione al 70 per cento.

L’accordo, secondo quanto si apprende raggiunto ieri notte e che verrà ufficializzato prima dell’apertura di Borsa, valorizza le azioni Telco (e di riflesso Telecom) a 1 euro per azione mentre in Borsa il titolo ha chiuso in rialzo del 3,4% a 0,59 euro.

Nella giornata di ieri una ridda di voci si sono inseguite ma con gli occhi puntati sul rilancio da parte del gruppo guidato da Cesar Alierta per il controllo di Telco e una girandola di incontri ha avuto come perno Mediobanca, dove si è presentato anche Marco Fossati, che è stato aggiornato sul prospettato accordo in qualità di secondo azionista di Telecom, dopo Telco, con quasi il 5%. Piazzetta Cuccia ha riunito il comitato parti correlate mentre Intesa ha affrontato la questione in un consiglio di gestione straordinario e anche Generali ha riunito un cda.

Da Madrid nessun commento, ma oramai i giochi sono fatti e sarà rispettato il termine del 28 settembre per uscire dallo stallo. Intesa, Mediobanca e il Leone che avevano rifiutato nelle ultime settimane una proposta del socio spagnolo per parte delle quote, sono arrivati all’accordo, acconsentendo di far slittare di sei mesi la finestra utile per la disdetta del patto Telco. Questo darà modo a Telefonica di mandare in porto l’intera operazione che interesserebbe anche Tim Brasil.

Cdp si chiama fuori: ”siamo una società con missione pubblica che utilizza risorse private. Il risparmio postale è la maggior fonte della nostra provvista, dobbiamo gestirlo oculatamente e questo fa si che molte delle cose che Governo e Parlamento ci chiedono non le possiamo fare”, ha affermato il presidente Franco Bassanini.

A valle restano altri nodi da sciogliere, tra questi il piano di scorporo della rete, parte del più ampio piano di societarizzazione che il 3 ottobre in teoria doveva essere all’esame del Cda.

– Non è necessario imporcelo, vogliamo passare volontariamente a un modello di Equivalence of input – (parità assoluta d’accesso, ndr) ha sottolineato Patuano in un botta e risposta a distanza con il commissario dell’Agcom Antonio Preto che ha suggerito di ”avviare i dovuti approfondimenti per accertare la sussistenza delle condizioni per imporlo come rimedio a garanzia della parità di accesso”. Una dichiarazione che ”non può rispecchiare né un orientamento della commissaria né dell’Agcom” perché ”per procedere a uno scorporo non volontario credo che servano motivi di una gravità eccezionale che non esistono assolutamente” risponde il presidente esecutivo Franco Bernabè.

L’Autorità guidata da Marcello Cardani è entrata in aperto contrasto con Telecom dopo la decisione sul taglio dei prezzi dell’ultimo miglio (da 9,28 a 8,68 euro); la Commissione Ue aveva chiesto di rivedere la decisione, il Berec, l’organismo europeo che raggruppa le authority nazionali per le tlc, ritiene che i seri dubbi della Commissione non siano giustificati.

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