La Ferrari pensa già al 2014, ma per il titolo mai dire mai

ROMA – Con il Gran Premio di Singapore sembra calato il sipario sulla stagione di Formula 1 2013: Sebastian Vettel e la Red Bull sono lanciati verso il quarto titolo di fila mentre Fernando Alonso e la Ferrari hanno le spalle al muro. La gara sul circuito di Marina Bay era vista come uno spartiacque della stagione a Maranello, dove ora, annuncia il team principal Stefano Domenicali, ci “si concentrerà al 99% sul 2014” ma senza alzare bandiera bianca: “La lotta per il titolo è sempre più difficile ma noi non dobbiamo mollare la presa. Mai dire mai, nello sport può succedere sempre qualcosa d’inaspettato”.

Con un distacco di 60 punti tra Vettel e Alonso a sei gare dalla fine del campionato, bisogna sperare di avere tanta fortuna, quella che domanica a Singapore non ha aiutato, visto che a fermarsi in prossimità del traguardo è stata la Red Bull “sbagliata”, quella guidata da Mark Webber.

Lo spagnolo però ci crede ancora e su twitter, orgoglioso per il 94º e insperato podio di ieri, annuncia: “Prepariamo la Corea al 100%”.

La squadra farà di tutto per sostenerlo, ma nuovo materiale a disposizione non ne avrà. “Prima della pausa puntavamo molto su un recupero di prestazione a Singapore – ha spiegato infatti Domenicali – e invece abbiamo perso ancora terreno, nonostante la vettura sia migliorata sotto certi aspetti, altrimenti Fernando non sarebbe mai riuscito a fare quello che ha fatto nella seconda parte di gara.

Abbiamo ancora delle novità per le prossime gare ma, principalmente, dovremo cercare di sfruttare al meglio quello che abbiamo” .

Non è abbastanza per battere il duo Vettel-Red Bull, avversari che, dice ancora Domenicali, “hanno fatto un lavoro migliore del nostro” e che meritano “i complimenti perché nello sport si deve accettare quando l’avversario è più bravo di te. Il pilota tedesco è stato perfetto ed è stato assistito da una vettura, la sua, tanto veloce quanto robusta: gliene va dato atto”.

C’è da parte del team principal un’ammissione di inferiorità (“In questo fine settimana non avevamo il potenziale tecnico per lottare non solo per la vittoria ma, probabilmente, nemmeno per il podio”) ma anche un evidente orgoglio per “aver lasciato il circuito con più punti di tutti gli altri: se ci siamo riusciti è perché tutti, dai piloti ai magazzinieri, hanno dato il massimo e non hanno commesso errori. Di questo dobbiamo essere soddisfatti e dobbiamo riconoscere il merito a chi ha fatto bene il suo lavoro”.