IL DIO DI MIO PADRE. Il genio letterario di John Fante rivive in Abruzzo

CHIETI.- Le suggestioni letterarie di John Fante sono tornate ad abitare nei luoghi della sua memoria in occasione del festival letterario a lui dedicato: stiamo parlando dell’evento “Il Dio di mio padre”, che si é svolto nelle cittadine del territorio sangro-aventino con una serie di incontri ed appuntamenti, uniti dal filo conduttore della letteratura a cavallo tra due mondi, quelli che nei romanzi di Fante continuamente si incontrano e si scontrano, dentro e fuori l’anima. Ad ospitare il festival, grazie al supporto della Regione Abruzzo (Assessorato alla Cultura) e della Provincia di Chieti e della Comunità montana Aventino Medio Sangro, sono stati i comuni di Torricella Peligna (dove nacque il padre di Fante), poi Casoli, Palena e Oasi di Serranella. Anche questa edizione, la seconda, dopo il successo di pubblico di quella dello scorso anno in cui intervennero, tra gli altri, Vinicio Capossela e Paolo Virzì, è stata curata da Giovanna Di Lello, regista e studiosa di John Fante, caratterizzata, tra le altre cose, dalla presenza di una sezione sulla letteratura italo-canadese e da un omaggio a Sacco e Vanzetti.

Considerato oggi uno degli scrittori americani più importanti della sua generazione, alla stregua di Hemingway, Faulkner e Steinbeck, John Fante è secondo Bukowsky il narratore più maledetto d’America. La scrittura scarna e lineare, l’ironia tragicomica, l’uso dello slang urbano, l’autobiografismo esasperato, la reinterpretazione del disagio etnico e sociale delle classi subalterne, l’introspezione dei suoi personaggi simultaneamente eroi e antieroi ne fanno un autore inclassificabile. Spesso visto come capostipite degli scrittori italo-americani, padre del romanzo losangelino, John Fante è un indiscusso maestro per molti autori e artisti contemporanei.