All’Aquila il processo di Appello per l’omicidio di Melania Rea

L’AQUILA – Al via a L’Aquila la prima udienza del processo di Appello per l’omicidio di Melania Rea in cui è imputato il marito, Salvatore Parolisi. Il caporalmaggiore dell’Esercito era stato condannato all’ergastolo in primo grado. Parolisi è presente in aula. In udienza davanti alla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila anche il fratello di Melania, Michele Rea.

”Come dico sempre purtroppo sulle motivazioni ognuno di noi la può pensare diversamente – ha detto Michele Rea a Sky Tg24 prima di entrare in aula – Non dimentichiamoci che c’è una condanna all’ergastolo, poi ognuno può farsi la propria idea. Il problema è che tutto porta a lui, come la giriamo la giriamo la frittata però purtroppo tutto porta a lui”.

Sul fatto che Parolisi si sia sempre proclamato innocente, ha aggiunto:

Non ho mai visto nessun assassino che dica sono stato io, lui si sta difendendo e penso che lo farà sempre. Siamo convinti della sua colpevolezza”.

Per il procuratore generale Romolo Como la motivazione della sentenza di I grado “va corretta, nell’impostazione e nella parte del movente” anche se ha comunque chiesto la conferma dell’ergastolo, incluse le aggravanti, per Salvatore Parolisi. Secondo il procuratore, in particolare, la motivazione è ”imprecisa e male impostata”. D’altra parte, sottolinea, ”non è che l’eventuale difetto comporti qualcosa sulla sentenza”.

Dal canto suo la difesa ha annunciato che presenterà istanze preliminari e richieste di inserimento di nuove perizie.

”Noi abbiamo anche sollecitato la Corte in tal senso, ci sono delle impronte di calzatura, che parlano di qualcosa di diverso rispetto alla ricostruzione, il giudice con un gioco di prestigio le ha trasformate in mani, noi chiediamo alla Corte, se vuole realmente accertare la verità, di sciogliere questo dubbio – ha detto uno dei legali di Salvatore Parolisi, Nicodemo Gentile a Skytg24 -. E’ un dubbio decisivo, è il cuore del processo, chi vuole arrivare alla verità dei fatti dovrebbe sollecitare la Corte a fare tutto ciò”.

Lunedì potrebbe essere il giorno decisivo nel processo. Si saprà, infatti, se arriverà la sentenza oppure se verranno disposti ulteriori approfondimenti sulle prove a carico dell’imputato.

“Noi ci aspettiamo l’assoluzione – dice l’avvocato Walter Biscotti, legale di Salvatore Parolisi – siamo rimasti sorpresi, ma neanche tanto, del fatto che in primo grado abbiamo contrastato l’accusa che ricostruiva l’omicidio in un certo modo, proponeva un movente particolare, ricostruiva la dinamica del depistaggio, oggi è avvenuta la stranezza e il fatto insolito che l’accusa in secondo grado contrasta la ricostruzione del giudice fatta in primo grado. Questo perché ritiene debole la ricostruzione dei giudici”. “Siamo sorpresi, ma lo riteniamo un importante indice di debolezza del castello accusatorio”, conclude.