GB, Miliband sfida colossi energia sul blocco dei prezzi

LONDRA. – Ed Miliband lancia un attacco frontale contro i colossi dell’energia nel Regno Unito e si guadagna nuovamente l’appellativo di ‘Ed il Rosso’. Dopo l’infuocato discorso nel congresso del Labour a Brighton, in cui il leader dell’opposizione aveva proposto di congelare i prezzi dell’energia (gas ed elettricità) per due anni in caso di vittoria elettorale nel 2015, i maggiori gruppi del Paese, i cosiddetti ‘big six’, lo hanno duramente criticato mentre subivano forti cali alla Borsa di Londra. Miliband è tornato alla carica e ha dichiarato alla Bbc che, nel caso in cui diventerà premier, agirà contro un eventuale innalzamento dei prezzi da parte dei gestori. Non solo, ha anche aggiunto che il mercato ”così non funziona”, perchè impone bollette troppo care ai cittadini meno abbienti. Il leader laburista ha anche scritto una lettera ai ‘big six’, chiedendo di seguirlo nella sua proposta di congelare le tariffe per il bene del Regno Unito. Ma con l’offerta è arrivato anche una sorta di ‘ultimatum’: Miliband ha affermato, senza mezzi termini, che non tollera minacce e falsi allarmi lanciati dai gestori per terrorizzare la gente. Intanto però da più parti si faceva presente che l’iniziativa proposta dal leader dell’opposizione potrebbe portare a black out e perfino al razionamento della corrente elettrica. I grandi gruppi hanno criticato in blocco le parole di Miliband. Roger Carr, boss di Centrica, che controlla British Gas, ha affermato che in questo modo la società verrà condannata alla rovina e ha minacciato addirittura di ritirarsi dal mercato britannico. La polemica ha avuto immediate ripercussioni in borsa, col settore che ha subito forti cali. Centrica ha perso oltre il 5% e Sse il 5,8%. Forti timori si sono diffusi nella finanza, con John Cridland, direttore generale della Confindustria britannica, la Cbi, che ha ‘bocciato’ le frasi di Miliband e detto che queste non sono di certo buone credenziali per il mondo dell’imprenditoria. Rincaravano la dose i quotidiani conservatori, in cui si parlava di un leader non laburista bensì socialista e in certi casi addirittura ‘stalinista’, per le sue politiche troppo spostate a sinistra. Miliband però resta convinto che la sua sia una battaglia giusta, per una ”Gran Bretagna migliore”, rivolta a contrastare la ”crisi del costo della vita”. Costo che sarebbe salito sotto il governo del premier conservatore David Cameron. Questo è forse l’inizio di un ‘autunno caldo’ per il Paese. Intanto ieri 30 mila vigili del fuoco hanno scioperato per quattro ore in Inghilterra e Galles contro la riforma delle pensioni voluta dal governo per farli lavorare fino a 60 anni. E i dipendenti degli uffici postali si preparano a incrociare le braccia lunedì’ prossimo contro tagli e stipendi bassi.

(Alessandro Carlini/ANSA)

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