Svolta Rohani su Olocausto, “Crimine innegabile”

NEW YORK. – Svolta Rohani sull’Olocausto: i nazisti hanno commesso crimini riprovevoli contro gli ebrei. Parole nette quelle del nuovo leader iraniano, pronunciate non dal palco delle Nazioni Unite – da dove per la prima volta si è presentato alla comunità internazionale – ma nel corso di un’intervista alla Cnn. Parole che suonano come un taglio netto rispetto a un passato ancora recente. Quello in cui il suo predecessore infiammava gli animi con frasi shock e invettive violente contro Israele. ”L’Iran ha demolito il totem dell’Olocausto”, affermava solo pochi mesi fa Mahmoud Ahmadinejad, facendosi portavoce della teoria negazionista. Ma – stando alle affermazioni di Hassan Rohani – l’aria che tira a Teheran sembra poter cambiare. Anche se l’agenzia militante Fars smentisce la Cnn, accusandola di aver ”fabbricato” ad arte le dichiarazioni di condanna dell’Olocausto, e spiegando che il presidente iraniano ha pronunciato frasi generiche, rivolte a tutti i crimini nazisti. Lo stesso Rohani, però, a distanza di ore ribadisce ad altri media Usa, tra cui Fox News, come ”i nazisti hanno commesso un massacro che non può essere negato, soprattutto contro il popolo ebraico”. Nonostante tutto a Gerusalemme continua a regnare grande scetticismo sul nuovo corso di Teheran: ”Le affermazioni di Rohani non bastano. Se è vero che non ha negato la Shoah, non ha neppure condannato chi la nega”, ha affermato il ministro israeliano per le relazioni internazionali, Zeev Elkin. Poche ore prima lo stesso premier Benjamin Netanyahu aveva bollato come ”cinico” l’intervento di Rohani davanti alla 68/ma Assemblea generale dell’Onu, invitando il mondo a ”non farsi ingannare” dalle inedite aperture sul dialogo da parte dei vertici di Teheran e dalla disponibilità ad avviare colloqui veri sul programma nucleare iraniano. Disponibilità che Rohani ha ufficializzato nel suo attesissimo discorso all’Onu e confermato nella successiva intervista alla Cnn, in cui ha sottolineato di aver ricevuto il mandato a negoziare con gli Stati Uniti sul nucleare direttamente dal leader supremo iraniano, l’Ayatollah Sayyd Ali Khamenei. La Casa Bianca apprezza, e si dice interessata a testare le aperture iraniane: ”Le azioni sono quello che contano”. ”Vi porto pace e amicizia da parte del popolo iraniano”, ha detto Rohani alla Cnn, guardando fisse le telecamere e rivolgendosi direttamente agli americani. Americani che non possono non sorprendersi del notevole cambio di immagine del nuovo corso iraniano. Anche se in un sondaggio del New York Times in maggioranza ancora bocciano la politica estera del presidente Barack Obama, comprese le aperture a Teheran, ma soprattutto l’azione della Casa Bianca sulla Siria. Nonostante sia saltato all’ultimo momento l’atteso faccia a faccia tra i due leader, almeno al Palazzo di Vetro di New York, lo scambio reciproco di aperture tra Obama e Rohani viene vissuto come una svolta. Se sia svolta vera lo si potrà vedere già dall’incontro del cosiddetto gruppo dei 5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza, più la Germania), al quale parteciperanno il capo della diplomazia di Teheran Mohamad Javad Zarif e il segretario di Stato americano John Kerry. Attorno a quel tavolo si comincerà a capire quanto alle importanti parole di Rohani potranno seguire realmente i fatti, come ha chiesto esplicitamente Obama parlando all’assemblea dell’Onu. E i tempi potrebbero diventare maturi per quel faccia a faccia saltato al Palazzo di Vetro: ”Non abbiamo mai parlato a questi livelli per 35 anni, e dobbiamo valutare questi passi con attenzione”, ha spiegato lo stesso Rohani, che ha invece incontrato il presidente francese Francois Hollande. Oggi, sempre a New York, incontrerà il presidente della Ue Heman van Rompuy e il premier Enrico Letta.

(Ugo Caltagirone/ANSA)

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