Bonino: “Con il riorientamento della rete consolare i servizi agli utenti non verranno meno”

ROMA – A New York il ministro degli Esteri Emma Bonino ha incontrato, presso la sede del nostro Consolato Generale, i rappresentanti della comunità italiana. L’incontro, secondo quanto riportato nel servizio televisivo di I- Italy Tv, è stato introdotto dal console generale Natalia Quintavalle che ha evidenziato la presenza alla riunione “di una piccola ma rappresentativa tessera del ricco e variegato mosaico di una delle più importanti collettività italiane all’estero. Una risorsa straordinaria ed unica – ha precisato la Quintavalle – su cui il nostro paese può fare affidamento anche nella prospettiva di quella diplomazia della crescita perseguita con impegno dal ministro degli Esteri. La nostra immagine e la nostra presenza in una città così affascinante e complessa come New York – ha aggiunto il console generale – si regge sul lavoro quotidiano delle 40 persone che lavorano in questo edificio e che sono costantemente all’ascolto dei bisogni della comunità, insieme al personale di tutte le altre istituzioni italiane a New York”. L’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti Claudio Bisogniero ha dal canto suo ricordato l’importante contributo dato dalla comunità italiana allo sviluppo degli Usa e all’azione che il sistema Italia svolge negli Stati Uniti in campo economico, commerciale e culturale. “ In tutti questi settori – ha affermato Bisogniero rivolgendosi direttamente alla variegata platea degli intervenuti – la vostra azione è assolutamente preziosa, così come anche nel campo della promozione della lingua italiana. Noi abbiamo sviluppato insieme a voi un programma volto alla reintroduzione nei licei americani dell’insegnamento della lingua italiana. E’ un’iniziativa molto importante, ma la storia non è finita e dobbiamo lavorarci ancora insieme. Questo – ha proseguito l’ambasciatore – è un altro segnale di quanto sia importante e intenso il raccordo fra le istituzioni e la collettività italiana in questo paese. Perché alla fine si tratta di sviluppare e disseminare un’immagine aggiornata della nostra identità nazionale. In pratica – ha concluso Bisogniero – dobbiamo promuovere la nostra grande tradizione ed eredità culturale artistica e storica, ma anche quello che l’Italia può produrre, oggi e domani, nel campo della scienza, della ricerca e della tecnologia. Oggi questo lo fate insieme a noi”.

Ha poi preso la parola il ministro degli Esteri Emma Bonino che ha in primo luogo illustrato le motivazioni che porteranno alla chiusura del consolato Newark e di altre sedi della rete consolare italiana. “Il nostro paese – ha spiegato la Bonino – dal 2006 ha avuto una riduzione dei diplomatici del 10% ed ha avuto una diminuzione dei funzionari del 23%. L’Italia ha la metà dei diplomatici della Germania, della Francia e dell’Inghilterra avendo più o meno la medesima rete diplomatica di queste nazioni. Il nostro paese vive un momento molto difficile e noi abbiamo bisogno di rendere più efficiente e di razionalizzare la rete consolare. Siamo arrivati a questa decisione tenendo conto di diversi criteri, come ad esempio il livello di integrazione della comunità o la facilità di contatto della collettività con il consolato generale. Quello che però volevo dirvi – ha assicurato la Bonino – è che i servizi agli utenti non verranno meno, troveremo altre forme come ad esempio potenziamento del consolato, ma credetemi il nostro paese non può più vivere in questa dimensione. Noi – ha continuato il ministro rivolgendosi direttamente ai presenti – abbiamo bisogno di chiedere a voi un po’ di disagi, ma lo scopo è quello di fornire adeguati servizi in altre parti del mondo dove siamo completamente scoperti, ad esempio in Cina, e dove vi sono numerosi italiani come voi”. Dopo aver ricordato la necessità di risparmiare risorse per la promozione della lingua e cultura italiana, la Bonino si è anche soffermata sia sul problema del terrorismo internazionale. Il ministro ha poi sottolineato la valenza del progetto, recentemente varato dal Governo “Destinazione Italia” che si propone di rendere il nostro paese più attrattivo rispetto agli investimenti esteri e di consolidare gli investimenti degli italiani. “Mi auguro – ha infine concluso la Bonino dopo aver segnalato la fragilità della politica italiana e la necessità di essere vicini in questo momento di crisi all’Italia – che il vostro sostegno per il paese dove abitate e quello d’origine sia una sinergia importante e lo dico agli italiani venuti negli Stati Uniti tanto tempo fa, ma anche ai ragazzi che giungono adesso e che sono i nostri ambasciatori nel mondo. Io non ho mai pensato che fosse giusto definire l’emigrazione di questi giovani ‘fuga di cervelli’, credo invece che si debba parlare di ‘cervelli in movimento ’ e che anche l’Italia debba attrarre nuovi talenti”.

Secondo quanto riportato da La Voce di New York il ministro ha poi risposto, fra i vari quesiti sollevati dalla platea, anche ad una domanda sull’effettiva utilità del Cgie. “Non sta a me dire se questa è un’istituzione ancora utile. – ha spiegato la Bonino ai giornalisti de La Voce di New York – Questo lo decideranno i comitati che, credo, stiano prendendo atto che il mondo oggi è un po’ cambiato e hanno quindi aperto una discussione interna su cosa rappresentano oggi e su come possono meglio posizionarsi per rappresentare gli interessi e le aspettative degli italiani all’estero. Io non ho lezioni da dare a nessuno. Prendo atto però che all’interno dei comitati è aperto un dibattito e che i vari comitati rappresentano realtà molto diverse fra loro: gli Stati Uniti non sono l’America Latina e non sono la realtà Europea. Un dato di flessibilità e di attenzione alle specifiche esigenze può essere una strada da seguire”.

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