Caso Berlusconi: Colle sorpreso, gelo di Letta

ROMA -”Il presidente della Repubblica si riserva di verificare con maggiore esattezza quali siano state le conclusioni dell’assemblea dei parlamentari del Pdl”. In poche righe fonti del Quirinale inquadrano lo stupore del Colle per le indiscrezioni uscite dall’incontro di Silvio Berlusconi con i Senatori e i deputati del Popolo della libertà. Indiscrezioni che parlando di ”dimissioni di massa” dei parlamentari pidiellini nel caso che venga votata il 4 ottobre la decadenza del Cavaliere. Condite con alcune valutazioni dell’ex premier che avrebbe nuovamente attaccato le toghe e parlato di ”operazione eversiva” contro lo Stato di diritto. Parole pesanti come macigni che, insieme alle indiscrezioni sulle dimissioni, hanno creato una miscela esplosiva. Miscela che ha fatto tremare il banco del governo in una girandola di contatti tra New York, dove si trova il presidente del Consiglio Letta, e Roma.

Dario Franceschini ha fatto da tramite contattando il vicepremier e segretario del Pdl Angelino Alfano (sentito anche dal capo del governo) al quale ha contestato ‘l’assurdita” della posizione espressa dal Pdl proprio mentre il premier stava parlando di fronte all’assemblea delle Nazioni Unite. Si racconta di un Letta profondamente amareggiato che, pur decidendo di non commentare l’accaduto, avrebbe ripetutamente chiesto spiegazioni da oltreoceano dopo che aveva ricevuto garanzie dal suo vicepremier su toni e contenuti ‘pacati’ dell’assemblea.

Inevitabile, in questo quadro, l’intervento del Colle per ”verificare” quanto accaduto. D’altra parte una ipotesi così seria , come quella delle dimissioni dei parlamentari di uno dei partiti maggiori che sostengono il governo, e in questa forma così strana, si rileva, a base di indiscrezioni giornalistiche ( e dichiarazioni estemporanee) non poteva non catturare l’attenzione del Quirinale: che troverà nelle prossime ore i modi e le formule per portare avanti questi approfondimenti. Forse, si azzarda in ambienti parlamentari della maggioranza, senza trovare conferme, anche convocando i capigruppo del Pdl Schifani e Brunetta.

Intanto, la forte pressione di Palazzo Chigi e del Pd ( Epifani ha parlato di ”irresponsabilita”’) sul Pdl sembra aver sortito come primo effetto una prima ”frenata” da parte del Popolo della libertà: tanto che dalla proposta di dimissioni accettata per ”acclamazione” dai parlamentari si sarebbe passati a semplici ipotesi, con Brunetta pronto a gettare acqua sul fuoco e a smentire anche quest’ultimo scenario. Ma ormai la frittata è stata fatta e nella maggioranza, a Palazzo Chigi come sull’Alto Colle, tutti si riservano di ”verificare” con maggiore esattezza le conclusioni dell’assemblea pidiellina. Con una preoccupazione in più da parte di Palazzo Chigi: che ormai le ‘colombe’ non abbiano più presa sul Cavaliere.

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