Scuola Codazzi: anno nuovo ma con i problemi di sempre

Pubblicato il 28 settembre 2013 da redazione

CARACAS – Anno nuovo ma con i problemi di sempre. Per la scuola Agustín Codazzi si apre un nuovo capitolo, forse il più difficile e determinante della sua esistenza.Tante le difficoltà, tante le incognite ma anche tanta la confusione. La breve parentesi estiva non ha aiutato atrovare le risposte che la scuola in crisi esige.
La Giunta Direttiva dell’Associazione Civile Agostino Codazzi, per salutare l’inizio dell’anno scolastico, ha voluto incontrare i rappresentanti della stampa italiana in Venezuela. E lo ha fatto immediatamente dopo aver permesso ai giornalisti di visitare le aule di scuola in un orario inconsueto: durante le lezioni. Saloni rimessi a nuovo, con ventilatori, lavagne, banchi ma, purtroppo, anche con pochi, pochissimi alunni: dai sei ai 12 studenti per ogni aula. Le sezioni, che una volta si usavano per dividere gli scolari? Neanche pensarlo. L’assenza di un numero importante di alunni – nonostante la nostra sia, assieme alla spagnola e alla portoghese, una delle Collettività più numerose ed attive del Paese – la dice lunga sulla crisi che si abbatte sull’istituto scolastico.
A rappresentare la Giunta Direttiva erano presenti il presidente, Adriano Giovenco; la Vicepresidente, Gladis Burgazzi; e i “new entry” Monica Tullio, Filippo Vagnoni e Pietro Caschetta. Presente all’incontro anche il preside Gianfranco Incerpi.
È toccato a Filippo Vagnoni il delicato compito di presentare l’attuale situazione di precarietà della nostra Scuola. E lo ha fatto con parole chiare, ponderate, prudenti. La scuola, ha detto in sintesi Vagnoni, opera con grosse difficoltà visto l’esiguo numero degli iscritti che si riduce sempre più mentre le spese aumentano vertiginosamente.
– Non possiamo nascondere questa realtà – ha affermato con estrema schiettezza pur commentando che la scuola “venezolana” fortunatamente sta sperimentando un incremento nel numero degli alunni.
Ha quindi spiegato che tutte le irregolarità burocratiche, segnalate con insistenza da non pochi genitori, sono state sanate.
– E’ stata eletta anche la nuova Giunta Direttiva – ha tenuto a sottolineare – Giunta Direttiva nella quale sono entrati a far parte nuovi membri.
Un aspetto, questo, senz’altro di grosso rilievo. Certo, più che una nuova Giunta Direttiva è una “vecchia Giunta” con nuovi innesti. Restano infatti invariate le cariche principali: presidente, Vicepresidenti, tesoriere. Restano in carica, quindi, proprio quei membri che, come ebbe a dire lo stesso Filippo Vagnoni mesi fa in occasione di una assemblea dei genitori ed in presenza dell’allora Console Generale Giovanni Davoli, erano stati sfiduciati dai genitori. Staremo quindi a vedere se, come tutti ci auguriamo, la presenza dei nuovi integranti, riuscirà ad arricchire di idee il nuovo esecutivo e ad imprimergli quella vitalità di cui, negli ultimi tempi, ha fatto difetto.
Ma torniamo alla cronaca. Filippo Vagnoni ha sottolineato che “superate le difficoltà di carattere burocratico, che inficiavano la legalità della Giunta Direttiva, restano da risolvere tutti gli altri problemi”. E non è cosa da poco.
– C’è, ad esempio, da affrontare il nodo rappresentato dagli stipendi dei nostri professori – ha spiegato -. Nonostante l’incalzare dell’inflazione non sono stati opportunamente incrementati. Sono loro che, più di altri, stanno soffrendo le ripercussioni della crisi della nostra scuola.
Non è mancato un breve esercizio matematico a carico del presidente Adriano Giovenco, per dimostrare ciò che a tutti è noto: senza un aumento delle rette – “entro limiti accettabili”, come ha tenuto a precisare Vagnoni – la scuola non può andare avanti.
Dopo la diagnosi del problema – illustrata in maniera molto chiara da Vagnoni – ci si attendeva proposte concrete. Ma sono state proprie quelle le grandi assenti. In seno alla Giunta Direttiva si ha senz’altro coscienza che, grazie all’eccellenza del nostro corpo docente – aspetto ampiamente riconosciuto anche in Italia –  si è in potere di un piccolo gioiello.Ma come salvarlo dalla crisi? L’unica strada percorribile per portare a buon porto una nave che fa acqua da tutte le parti pare sia l’incremento degli studenti. Ma per raggiungere questo obiettivo ci sono solo vaghe idee. Tra le poche, messe sul piatto: coinvolgere le nostre associazioni regionali o percorrere il cammino della scuola bilingue, già tracciato da altri istituti bi-nazionali. La speranza è che, con il contributo di tutta la Collettività – che non può restare a guardare –si possa studiare una strategia vincente;una strategia che riporti la scuola ai vecchi splendori. Questo, pare chiaro, è il desiderio della Giunta Direttiva. E non solo il suo.

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