Letta lavora alla ripartenza: cruciale la legge di Stabilità

ROMA – Forte della vittoria e del nuovo patto di maggioranza, il premier Enrico Letta lavora ora alla ripartenza dell’azione di governo che, come ha sempre sostenuto il presidente del consiglio, deve concentrarsi sulle politiche e non sul teatrino della politica. Sarà la legge di stabilità il passaggio in cui Letta vuole dimostrare il cambio di passo dell’esecutivo.

E, anche se la finanziaria è ancora in alto mare, il premier ha chiare le priorità, tagli del cuneo fiscale e della spesa pubblica attraverso la spending review, e il metodo: no a trattative estenuanti e al tradizionale assalto alla diligenza da parte dei partiti.

L”’immane” tragedia di Lampedusa ha offuscato il sollievo per l’esito della fiducia dell’altro giorno. Non appena sono cominciate ad arrivare a Palazzo Chigi le notizie del naufragio, Letta e Alfano, che hanno cementato un’intesa antica, hanno concordato le mosse per marcare la presenza e l’iniziativa del governo. Il vicepremier è subito partito per Lampedusa e vi resterà fino a oggi mentre il presidente del consiglio ha convocato il consiglio dei ministri per proclamare il lutto nazionale e, con una telefonata ai sindaci dell’isola, ha fatto sapere che, non appena le condizioni lo consentiranno, si recherà personalmente.

Ma, nonostante l’ennesima tragedia umanitaria, nel governo tutti i ministri parlano di un clima di grande compattezza. In realtà, anche nei momenti di massima tensione politica, l’atmosfera in cdm è sempre stata buona ma ”ora – racconta un ministro del Pd – dopo lo strappo di Alfano e dei colleghi del Pdl è come se fosse venuta meno anche la diffidenza reciproca”.

E l’udienza pubblica odierna in giunta per la decadenza del Cavaliere non sembra preoccupare granchè il presidente del consiglio, convinto che ormai la distinzione tra governo e vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi sia stata affermata con il successo del governo. Per questo Letta vuole approfittare di questo clima di nuova luna di miele dentro il governo, e del cedimento di Silvio Berlusconi alle ragioni delle colombe, per chiudere in modo sprint alcuni dossier cruciali per i paese.

Il 15 il consiglio dei ministri dovrà approvare la legge di stabilità e il premier vuole costruirla in un ascolto massimo con le forze sociali e il paese. Che, a suo avviso, dovranno contribuire a dare il segno della finanziaria più che le pretese dei partiti. Lunedì, infatti, Letta vedrà i leader di Cgil , Cisl e Uil Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. E mercoledì incontrerà la delegazione di Rete Imprese e della Cna Ivan Malavasi. Ma già dall’incontro di ieri con il ministro del Lavoro Giovannini si capisce che il cuneo fiscale e gli sgravi sul lavoro saranno al centro insieme, a quanto spiegano fonti parlamentari, un intervento sulle aliquote Iva. Per cercare di arginare l’aumento di un punto scattato ormai irrimediabilmente a causa della crisi di governo.

Incontrando il segretario Pd Guglielmo Epifani, il premier ha fatto un primo punto sulle priorità economiche e su come evitare avvitamenti dentro la maggioranza. Ma, oltre alle misure economiche, un nuovo input è partito da Palazzo Chigi: l’invito al Parlamento ad accelerare sulle riforme istituzionali, Porcellum compreso. Stimolo che il presidente della commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama Anna Finocchiaro ha subito raccolto:

– Per riaffermare la centralità del Parlamento, sono determinata, e con me tutti gruppi parlamentari, ad approvare al Senato una nuova legge elettorale prima che la corte Costituzionale si pronunci sul Porcellum.

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